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Il segreto per scoprire una volta per tutte se esistono gli alieni sarebbe nei broccoli. Studio

Alieni

Un gas prodotto da broccoli, alghe e molti altri organismi potrebbe rilevare la presenza di forme di vita sconosciute su pianeti diversi dal nostro. Ecco cosa ha scoperto un recente studio pubblicato su The Astrophysical Journal

 

Gli alieni esistono o no? È una domanda sulla quale sia esperti che non si interrogano da moltissimo tempo. Ora, secondo un gruppo di astronomi ci sarebbe solo un modo per scoprirlo e si troverebbe nei broccoli.

La risposta sarebbe infatti nel bromuro di metile (o brumometano), un gas rilasciato dalla famiglia degli ortaggi, che sembrerebbe in grado di segnalare la presenza di vita su altri pianeti.

COS’È IL BROMURO DI METILE

Il bromuro di metile (CH3Br) è un gas inodore, incolore, altamente tossico, infiammabile e liquefatto.

PER COSA VIENE E VENIVA UTILIZZATO

Allo stato puro, secondo la Società italiana acetilene e derivati (Siad), è impiegato come fumigante, in diverse reazioni chimiche, per la produzione di miscele di taratura per l’igiene negli ambienti industriali e per la produzione di miscele di taratura per le applicazioni ambientali.

In un’interrogazione del Parlamento europeo del 1998 si legge che, all’interno della Comunità, “circa il 90% del bromuro di metile è utilizzato per la fumigazione del terreno, il 4% per la fumigazione di beni, il 3% per la fumigazione di edifici e il 3% come materia prima nella fabbricazione di altri prodotti, tra cui quelli chimici”.

Lo stesso documento riferisce che, in quanto pesticida ad ampio spettro veniva utilizzato in agricoltura, soprattutto come fumigante del terreno prima della piantagione, sia nella coltivazione in serra che in pieno campo, in particolare nelle colture intensive.

BANDITO DALL’AGRICOLTURA

Tuttavia, viene anche aggiunto che, poiché è una sostanza che riduce lo strato di ozono, il bromuro di metile è stato inserito nell’elenco delle sostanze che devono essere gradualmente eliminate secondo quanto previsto dal protocollo di Montreal, che chiedeva ai Paesi sviluppati di eliminarne la produzione entro il 1° gennaio 2005 – ad eccezione degli ‘usi critici’ – e ai Paesi in via di sviluppo di fare altrettanto entro il 2015.

Quando nel 1998 il suo uso è stato ridotto, la quantità massima che poteva essere immessa sul mercato era di 7.412 tonnellate, con un potenziale di riduzione dell’ozono pari a 12.353 tonnellate metriche. L’utilizzo in ogni Stato membro non veniva comunicato alla Commissione, ma uno studio ha stimato che l’Italia ne utilizzasse 7.000 tonnellate come fumigante del terreno nel 1993, uno dei livelli più alti indicati.

USARE IL BROMURO DI METILE PER SCOPRIRE NUOVE FORME DI VITA

Tornando ai giorni nostri e agli alieni, alcuni scienziati ritengono che l’opzione migliore per cercare segni di vita su altri mondi sia appunto il bromuro di metile. Infatti, secondo la scienziata Michaela Leung, una delle autrici dello studio pubblicato su The Astrophysical Journal, l’individuazione di questo gas in un altro pianeta testimonierebbe la presenza di forme di vita, in quanto sarebbe altamente improbabile che venisse emesso da qualcosa di non vivo.

CHI PRODUCE IL BROMURO DI METILE

Esiste una piccola possibilità che i gas metilati, come il bromuro di metile, possano derivare da eruzioni vulcaniche, ma gli organismi viventi sono sicuramente più prolifici. Come ha spiegato anche Leung, questo gas viene prodotto attraverso il processo di metilazione utilizzato da broccoli, alghe e molte altre piante e microbi sulla Terra per eliminare le tossine trasformandole in gas.

E dato che la maggior parte delle cellule ha meccanismi per espellere le sostanze nocive, Leung pensa che se la metilazione è così diffusa sulla Terra allora qualche altra forma di vita la eseguirà anche altrove e in tal caso se questi gas fossero presenti nell’atmosfera degli esopianeti, potrebbero essere rilevati da strumenti come quelli a bordo del telescopio spaziale James Webb.

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