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Il mio appello a Meloni di farsi carico delle fragilità dei giovani attraverso giustizia e scuola

Ambiente

L’intervento di suor Anna Monia Alfieri, esperta di politiche scolastiche

 

La vicenda della donna che ha accusato i genitori affidatari di averle usato violenza durante riti satanici è tristissima, oserei dire raccapricciante. Una ragazza, in una condizione di estrema fragilità (altrimenti non sarebbe stata tolta ai genitori naturali) avrebbe subito violenze ripetute proprio da quelle persone che l’avrebbero dovuta tutelare, che le avrebbero dovuto garantire pace e affetto. Terribile! Le indagini, in ogni caso, faranno il loro corso.

La vicenda ci porta, però, ancora una volta, a riflettere sulle situazioni di fragilità, soprattutto dei nostri giovani, siano essi bambini da dare in affidamento, ragazzi con disabilità, giovani in condizioni di svantaggio culturale ed economico. Davanti a queste situazioni che interpellano pesantemente le nostre coscienze, ci chiediamo: qual è il ruolo dello Stato?

Ancora: qual è il ruolo della collettività nel difendere i più deboli? Nel caso della vicenda dalla quale siamo partiti viene da chiedersi: nessuno sapeva? Nessuno si era accorto di nulla? La scuola, i docenti, le famiglie non hanno individuato elementi cui porre una particolare attenzione? Possibile che in un piccolo centro della Lombardia non emergessero strani movimenti? Quando la ragazza è scappata, possibile che sia stata riportata all’inferno senza che nessuno lo notasse? Ovviamente non accuso nessuno, lungi da me: tuttavia, occorre che ognuno di noi, come singolo, come membro di una collettività, come rappresentante delle Istituzioni si chieda: io cosa ho fatto? Cosa non ho fatto?

Il nuovo Governo ha giurato ieri: accanto al tema della guerra, dei rincari sul prezzo dell’energia, chiedo alla Presidente Meloni di farsi carico delle fragilità dei giovani, attraverso provvedimenti nel campo della giustizia (l’intero fronte degli affidi è un campo tutto da lavorare), nel campo della scuola, perché lo studente sia posto al centro e i suoi genitori possano scegliere per lui, liberamente, la scuola che desiderano, nel campo dello sport e delle occasioni per creare relazioni sane, con sé stessi e con gli altri. Sono convinta che la Presidente Meloni, sostenuta dalla maggioranza e aiutata da una opposizione responsabile, saprà dare risposte adeguate, affinchè simili episodi non abbiano a ripetersi.

Questo chiedo al Governo. Avanzo, però, una richiesta anche al cittadino, ossia riflettere sul “villaggio globale”, come lo chiama il Papa. L’isolamento porta all’autodistruzione, alla fragilità e all’incapacità di relazionarsi e quindi di difendersi. Occorre essere vigili, attenti, consapevoli del valore della vita propria e altrui. Molto può e deve fare la scuola, in collaborazione con la famiglia. Solo se si ricuce questa alleanza episodi come quello di cui parliamo saranno perfettamente evitabili.

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