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Il liberalismo sopravviverà alla pandemia Covid-19? Dibattito Gervasoni-Ocone

di

Rezza

Pubblichiamo l’introduzione del libro “Coronavirus: fine della globalizzazione”, scritto dallo storico Marco Gervasoni e dal filosofo Corrado Ocone, in edicola con Il Giornale dal 2 aprile

“L’ordine geopolitico sarà irriconoscibile dopo la fine della epidemia di Coronavirus. Tutti i regimi politici ne saranno compromessi. I sistemi politici che ancora non si erano ripresi dalla crisi Lehman soffriranno di un secondo colpo al cuore. Quei governi delle democrazie occidentali che saranno apparsi compiacenti o incompetenti saranno spazzati via da elettori che non perdoneranno. Coronavirus infine sarà una contesa strategica tra il modello di controllo sociale del Partito comunista cinese e il pluralismo dell’Occidente. Il modo con cui questa comparazione si dipanerà definire l’ordine globale del 21 secolo».

Sono parole di Ambrose Evans-Pritchard sul Telegraph dell’8 marzo 2020. Il giorno successivo sul Wall Street Journal, Niall Ferguson scrive che il Coronavirus (d’ora in poi Covid-19) è l’epidemia che meglio di adatta ai nostri tempi, fondato sul network e sulla rapidità: «La velocità con la quale la gente viene infettata dipende dalla sua posizione all’interno del network sociale. Coloro che hanno più amici, che occupano un posto centrale nel network e quelli i cui amici non si conoscono l’uno con l’altro sono i primi a contrarre il virus».

Figlio della società globale, il Covid1-9 è in grado di distruggere rapidamente non solo le cellule del corpo fisico ma anche quelle della economia globale: «Covid1-9 sta già avendo un effetto a cascata sul mercato, distruggendo le reti della finanza globale».

La crisi rappresenta un momento di svolta, di disruption, che farà probabilmente in modo che economia, società, politica non siano più come prima. Che le nostre vite non siano più come prima.

L’ordine che crolla è quello della globalizzazione e della sua ideologia, il globalismo.

Abbiamo voluto cercare di ragionare su quanto questa pandemia costituisca una forza in grado di sconvolgere un ordine.

Perché, come sappiamo, le grandi epidemie fanno crescere spesso sistemi sociali nuovi: fu così per la grande peste della metà del XIV secolo, la Morte Nera, che diede vita all’economia mercantile moderna, oltre che segnare l’autunno del Medioevo, come scrisse in un classico Johan Huizinga.

Da due punti di vista metodologici diversi abbiamo voluto interrogarci e cercare di fornire qualche risposta. Siamo entrambi convinti che il Covid-19 segni la fine del globalismo: che poi accompagni anche quella
della globalizzazione, su questo i nostri due interventi forniscono letture un po’ differenti, cosi come sul futuro del liberalismo, che per Gervasoni non avrà più molto spazio nel mondo globale futuro, mentre per Ocone rimane un asse portante del sistema e della cultura occidentale.

Ai lettori scegliere quali delle due letture lo persuadano di più.

Marco Gervasoni e Corrado Ocone

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