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Il guazzabuglio dei cattolici nel centrosinistra

Che cosa combinano i cattolici democratici alla Delrio e alla Ruffini? Il corsivo di Cundari tratto dalla newsletter La Linea

Dal giorno dopo il risultato del referendum sulla giustizia, per motivi comprensibili e prevedibili, il governo è andato sempre più in affanno, passando da una crisi all’altra (vedi sotto per l’ultimo significativo episodio della serie). In compenso, per motivi incomprensibili ma non imprevedibili, l’opposizione si è praticamente squagliata, rinunciando anche al semplice tentativo di darsi una linea comune, con il surreale annuncio che al programma si penserà in autunno. Nel frattempo, inevitabile conseguenza del vuoto di leadership, della carenza di proposte e della mancanza di iniziativa, proliferano le manovre di corrente, le interviste agli aspiranti leader, le manifestazioni di movimenti personali e personalissimi.

Su Linkiesta Mario Lavia ne passa in rassegna alcune, da quella di Stefano Bonaccini sulla sicurezza a quella patrocinata da Graziano Delrio (nella foto), «da cui non è uscito nulla che non si fosse ascoltato da anni: più spazio alla cultura dei cattolici democratici, eccetera eccetera».

Nella sua intervista di oggi al Foglio, Delrio non aggiunge molto, a parte l’invito, rivolto al Pd, a «seguire quella che Giorgio La Pira, citando Orazio, chiamava concordia discors, armonia dei contrari». Ma non sembra esserci grande armonia nemmeno nella stessa area cattolico-democratica, a giudicare dai commenti riservati ieri all’iniziativa di Delrio da Ernesto Maria Ruffini in un’intervista a Domani che si conclude così: «Serve il coraggio di fare politica senza troppe posture tattiche, assumendo anche il rischio di essere non vincenti. La politica è come la vita di cui parla John Lennon: quella cosa che accade mentre siamo impegnati a fare altro».

A essere pignoli, si tratta di un concetto che prima di Lennon aveva già espresso Seneca: «Gran parte della vita scivola via mentre facciamo qualcosa di male, massima parte mentre non facciamo niente, tutta la vita mentre facciamo altro» (magna pars vitae elabitur male agentibus, maxima nihil agentibus, tota vita aliud agentibus, Lettere a Lucilio, I). In ogni caso, per quanto riguarda il centrosinistra, è senza dubbio una citazione azzeccata.

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