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Terre rare, ecco le tensioni Usa-Cina in Burundi

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L’articolo di Luca Mainoldi per Agenzia Fides sulle terre rare burendesi, al centro della crisi politica del Paese africano

Dietro la crisi politica del Burundi c’è pure una lotta di influenza tra potenze straniere per il controllo dei giacimenti di terre rare. Lo rivelano all’Agenzia Fides fonti della Chiesa burundese.

“La Chiesa chiede il rispetto dello stato di diritto e la garanzia dei diritti delle persone” dicono le nostre fonti, facendo riferimento al messaggio dei Vescovi del 20 settembre nel quale si chiede un dialogo tra tutte le parti nessuna esclusa.

“Il governo del Presidente Pierre Nkurunziza ha però respinto l’appello dei Vescovi, creando una commissione per il dialogo, con un mandato però limitato che esclude contatti con gran parte dell’opposizione” dicono le fonti di Fides.

“Il messaggio dei Vescovi è inoltre molto chiaro nel denunciare con forza le violenze” sottolineano le fonti. “Ogni giorno si trovano per le strade i Bujumbura nuovi cadaveri di persone uccise durante la notte. Si sa che le persone arrestate vengono torturate”.

“Dall’altro canto il governo cerca di comprare la popolazione. Questo grazie a grandi disponibilità finanziare derivanti dai contratti minerari per lo sfruttamento delle terre rare con aziende cinesi” rivelano le fonti di Fides.

“Mentre gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno condannato la violazione degli Accordi d’Arusha e della Costituzione burundese, con l’imposizione del terzo mandato di Nkurunziza, si intravede uno scontro indiretto tra l’occidente, e in particolare gli Stati Uniti, con la Cina, che sembra continuare ad appoggiare il Presidente. Una delle poste in gioco è il controllo delle terre rare burundesi” concludono le fonti di Fides.

Secondo gli ultimi studi geologici le terre rare in Burundi sono di qualità eccellente e si presentano in grande concentrazione (54,33%) rispetto ai giacimenti in altri Paesi. Le terre rare sono elementi utilizzati nell’industria elettronica e in altre applicazioni ad alta tecnologia.

La Cina che produce il 97% delle terre rare mondiali, cerca di mantenere il proprio monopolio acquisendo i giacimenti di altri Stati.

 

Articolo pubblicato su fides.org

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