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Il centrodestra secondo Matteo (Salvini) con Berlusconi padre nobile stile Cav

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Chi c’era, che cosa si è detto e che cosa cambierà dopo la manifestazione a S. Giovanni della Lega di Salvini, di Forza Italia di Berlusconi e di Fratelli d’Italia della Meloni. Il post di Paola Sacchi, già inviata di politica a L’Unità e a Panorama

 

Matteo Salvini incoronato leader del centrodestra, Silvio Berlusconi padre nobile della coalizione da lui stesso fondata 25 anni fa. Ma, attenzione, il Cav, omaggiato dalla piazza, come lo stesso Salvini ha detto, non è un padre nobile in panchina: “Ha fatto tante cose e tante altre ne dovrà ancora fare”, dice il capo leghista e della coalizione.

Non sono parole formali quelle del “capitano” che ammette: “Senza Silvio, senza Giorgia (Meloni, ndr) non vinciamo”. E dà la carica per le elezioni di domenica 27 ottobre in Umbria, la roccaforte rossa, museo a cielo aperto, con il più alto numero di monumenti e opere d’arte per km quadrato, che, secondo il premier Giuseppe Conte, sarebbe “esagerato”, piccola come è, chiamare Regione. Che Francesco, figlio di Pietro di Bernardone, S. Francesco patrono d’Italia, lo perdoni.

Ma, al di là dell’evidente nervosismo del premier in una giornata in cui è rimasto stretto a tenaglia tra il centrodestra a S. Giovanni e la Leopolda di Matteo Renzi (ovviamente imparagonabili per il numero dei partecipanti), torniamo alla piazza che segna la ripartenza a tre punte del centrodestra.

Ha portato fortuna al “capitano” del “popolo contro le élite”, ma anche stavolta ha portato di nuovo fortuna al Cav. Tutti lo davano per finito politicamente, anche dentro il suo stesso partito, dove ci sono stati alcuni assenti a differenza però del gotha azzurro al completo, a cominciare dal numero due Antonio Tajani, le capigruppo Mariastella Gelmini e Annamaria Bernini, e poi big come Maurizio Gasparri e la ex leader dei giovani Anna Grazia Calabria.

Ma pochi anche tra opinionisti e commentatori dei cosiddetti giornaloni, sembrano aver compreso che Berlusconi stesso è non solo Forza Italia, ma anche e soprattutto qualcosa che va ben oltre la sua stessa creatura politica. “Berlusconi è potenza mediatica, economica, finanziaria. Un simbolo di questo Paese. Perché, come diceva Cuccia delle azioni i voti in questo caso si pesano, non si contano”, così mi sottolineò, un suo amico, amico di una vita, ex top manager delle sue aziende, la mattina del 5 marzo di un anno fa, quando ci fu il sorpasso della Lega.

Sono passati 25 anni, cambiano i leader del centrodestra ma “Silvio” è sempre lì a S. Giovanni. Era lì nel 1996, tra Umberto Bossi e Gianfranco Fini, quando da quella piazza per la prima volta “invasa” dal centrodestra partì la traversata nel deserto fino al ritorno nel 2001 a Palazzo Chigi.

“Silvio” era sempre li con “Umberto” e “Gianfranco” nel 2006 quando fu dato l’avviso di sfratto a Romano Prodi. Il Cav non ha più la stessa età, ha subìto nel frattempo 88 processi con 3072 udienze, i servizi sociali per la condanna Mediaset, roba che manco Al Capone, per dire, il suo partito è giù di numeri, ma lui rappresenta sempre quel valore aggiunto di cui “Matteo” stesso ha detto di aver bisogno.

Quel Salvini che ora dovrà guidare il centrodestra, secondo Matteo. Che, come ha detto il numero due della Lega Giancarlo Giorgetti dovrà essere “il nuovo federatore”. E la lettura secondo la quale il centrodestra secondo Matteo sarebbe in realtà un destracentro è troppo automatica, rischia di essere l’applicazione un po’ pigra di vecchi schemi del passato in una politica che cambia con la velocità dell’ultrasuono.

Che cosa si intende, innanzitutto, per centro? Il centro in carne ed ossa è quel ceto medio anche alto in attesa di uno shock fiscale che la Lega con le sue notevoli percentuali ha già dimostrato di rappresentare alle Europee e alle Regionali. Altrimenti si rischia di rincorrere fumisterie politichesi.

Da non dimenticare poi, anche se non molti sembrano conoscere davvero la Lega da “Umberto” a quella nazionale di”Matteo”, che il Carroccio è per sua natura “camaleontico”. Così nacque con Bossi che ogni volta rimodulava la strategia di lotta e di governo per ottenere i suoi obiettivi. Dalla secessione per avere la devoluzione agli “strappi” antieuro degli economisti Borghi e Bagnai, per mettere sotto i riflettori la necessità di un’Europa nuova. Restando sempre dentro la Ue, perché “l’euro è irreversibile” ha detto Salvini recentemente a Il Foglio. Che bisognava restare dentro la Ue del resto lo aveva già detto altre volte, anche l’8 dicembre 2018 a piazza del Popolo a Roma.

Quale ruolo dunque ora per il Cav e Fi? Berlusconi lo ha ribadito anche ieri, indirettamente attraverso i contenuti enunciati, che il suo compito è quello di esser il fulcro liberalgarantista del centrodestra, il precursore della difesa della cultura occidentale, delle radici giudaico cristiane. Questo ruolo si è preso quando ha denunciato più volte, con il suo ultimo riuscito slogan, il “tassa e ammanetta” del governo Conte 2 delle “cinque sinistre: Pd, Renzi, Leu, 5s e la magistratura che perseguita gli avversari politici”.

Salvini ha parlato di uso delle “manette” ma a tutela delle forze dell’ordine, perché con l’uso di quelle forse i poveri poliziotti Pierluigi e Matteo non sarebbero stati uccisi. E sulla sicurezza il Cav con Salvini concorda. Così come sulla necessità del controllo dell’immigrazione. Salvini ha rivendicato i risultati ottenuti quando era al governo con sbarchi praticamente “azzerati e meno morti” e il Cav ha ricordato di aver anche lui azzerato gli sbarchi con gli accordi con i paesi rivieraschi quando era premier.

Il centrodestra riparte ancora una volta da S. Giovanni, mentre dentro il governo si sta litigando di brutto. Ora come allora, nel 2006. Salvini leader, Cav padre nobile, ma molto attivo, molto sui generis. Anche come tessitore dei rapporti in Europa e l’eventuale ingresso, a precise condizioni, come Salvini stesso ha detto in anticipo in una intervista un mese fa a Startmag.it, nel Ppe. I cambiamenti sono veloci e parlare di destracentro forse è uno schema già superato. Era e resta centrodestra.

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