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I troppi babau elettorali

Meloni

Rush finale della campagna elettorale. Dove poco “atlantista” si è confermata la stessa concezione del principio dell’alternanza. La nota di Paola Sacchi

 

L’ultimo lunedì di campagna elettorale registra uno scontro ancora sull’Europa, con Enrico Letta che dalla Germania, ospite della Spd con il cancellare tedesco Olaf Scholz a Berlino, batte forte sul tasto dell’allarme per la Ue sulla eventuale vittoria del centrodestra a traino degli “amici di Orban”. Rilancia il segretario del Pd sul “nazionalismo delle destre che soffiano solo sulle paure”. E avverte: “Se vincono, Putin sarà il solo a essere felice”.

Giorgia Meloni e Matteo Salvini sempre al centro degli attacchi del Pd. La presidente di Fratelli d’Italia, da “Quarta Repubblica” di Nicola Porro, Rete 4, avverte che così si danneggia l’immagine dell’Italia all’estero, mettendola “a rischio rispetto agli investitori”: “Questa cosa che la sinistra pur di governare sarebbe disposta a farlo anche sulle macerie a me manda ai matti”. La presidente di FdI ne ha anche per Mario Draghi che su Orban l’ha invitata a scegliere per gli interessi italiani: “Trovo le dichiarazioni di Draghi, sulle alleanze, anti-europeiste. Dopodiché noi certamente non ci facciamo dettare da Orban la linea”.

Silvio Berlusconi difende Meloni: “Ho una storia e una cultura diversa dalla sua, ma Giorgia è stata un mio ministro e definirla un pericolo è ridicolo”. Il Cav a SkyTg24 rimarca poi il ruolo di Forza Italia come “garante europeista, atlantista, garantista” di un futuro governo di centrodestra. Poi è un piccolo Berlusconi show. Un insetto in studio lo infastidisce, il Cav lo prende al volo e scherza: “Sono ancora uno in gamba, credo che manderemo il video su TikTok”.

Matteo Salvini, reduce dal bagno di folla di Pontida, dove la Lega ha rilanciato sull’Autonomia, va al Sud, in Puglia e Calabria. A Crotone spiega in un comizio che “L’Autonomia non è contro il Meridione, al contrario lo aiuta a crescere a utilizzare meglio le sue risorse, a riscattarsi”. Su sicurezza e reddito di cittadinanza: “La Lega è garanzia per fermare gli sbarchi di clandestini. Il reddito di cittadinanza non verrà tolto a chi ne ha realmente bisogno”.

Ma, a contraddistinguere la giornata elettorale di Salvini, che rassicura sulla durata di cinque anni del governo di centrodestra (“Con Giorgia e Silvio non litigheremo”), sono soprattutto le interviste al sito di notizie Usa Newsmax e al colosso Bloomberg con sede centrale a New York. Messaggi Oltreoceano. Fonti della Lega fanno notare che oltre a Newsmax, “nel giorno in cui riceve un sms affettuoso da Marine Le Pen, Salvini parla anche a Bloomberg e rilancia i temi della Lega”. Sulla Russia: “La mia opinione su Putin è davvero cambiata durante la guerra, perché quando qualcuno inizia a invadere, bombardare, inviare carri armati in un altro paese, beh, tutto cambia”.

Quello che per Salvini non cambierà, invece, è la collocazione internazionale dell’Italia. “Per il prossimo futuro la Cina è il nostro principale competitor”, evidenzia. E afferma: “Dobbiamo temerla perché non è una democrazia ed è pronta ad invadere il mercato europeo con i propri prodotti e merci, a cominciare dall’industria automobilistica con il nuovo trend dell’elettrificazione”.

Poi Salvini “rassicura gli investitori su un possibile governo di centrodestra – osserva – Bloomberg – dicendo che sarà stabile e unito indipendentemente da quale partito prevarrà all’interno della coalizione”.

Ma, intanto, in Italia sono tre i leader che chiedono al ministro Luciana Lamorgese di vigilare sulla campagna elettorale per episodi di violenza e minacce. E non sono solo Meloni e Salvini. Anche Matteo Renzi lo ha fatto.

L’invito di Giuseppe Conte leader pentastellato e ex premier al leader di Iv, a sua volta ex premier, a confrontarsi “senza scorta” sul reddito di cittadinanza non è stato un bell’episodio di questa campagna elettorale. Ma Renzi non si è rivolto a Lamorgese per questo, lo ha fatto per una serie di minacce anonime ricevute. Inquietanti sono stati gli episodi con minacce firmate dalla stella a 5 punte e le provocazioni ai comizi per Meloni e i militanti della Lega aggrediti fisicamente a Marina di Carrara, oltre alla sequela di insulti quotidiani a Salvini.

Ma siamo ormai al rush finale di una brutta campagna elettorale. Dove poco “atlantista” si è confermata la stessa concezione del principio dell’alternanza.

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