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Chi sono “i mercanti nel tempio” del Vaticano (secondo Gerevini e Massaro)

Mercanti Nel Tempio

“I mercanti nel tempio” di Mario Gerevini e Fabrizio Massaro, giornalisti del Corriere della Sera, letto da Tullio Fazzolari

 

Era ora che qualcuno provasse a fare un po’ di chiarezza. Ormai da anni gli affari del Vaticano occupano periodicamente le cronache giudiziarie. E’ una storia infinita di cui si conoscono soprattutto i protagonisti: monsignori la cui vera vocazione è quella del broker, cardinali praticamente sospesi a divinis che però poi celebrano messa con il papa, faccendieri di ogni sesso a cui dovrebbe essere vietato anche l’ingresso in sagrestia e che invece entrano ed escono dal Vaticano come da casa propria. E fin qui si capisce che si tratta sempre di truffe e investimenti spericolati. Ma restano alcuni enigmi al cui confronto il terzo mistero di Fatima è un indovinello per bambini. E cioè in base a quale logica e attraverso quali meccanismi la Chiesa cattolica riesce a cacciarsi puntualmente nei guai. Ai fedeli che versano all’obolo magari piacerebbe saperlo.

La risposta arriva da Mario Gerevini e Fabrizio Massaro, giornalisti del Corriere della Sera, con “I mercanti nel tempio” (edizioni Solferino, pagg. 249, € 17). Come annuncia il sottotitolo, è un’inchiesta sull’Obolo di San Pietro e i fondi riservati del Vaticano. Il fatto che Massaro e Gerevini non siano cronisti della giudiziaria ma due esperti di banche e finanza lascia intendere che si tratta di qualcosa di diverso rispetto a quanto si è già letto sui giornali. In realtà, “i mercanti nel tempio” non è solo un’inchiesta. E’ soprattutto il racconto di una vera e propria indagine vissuta giorno per giorno in prima persona. Non senza colpi di scena. Come segnalazioni anonime che arrivano su indirizzi email riservati. O incontri semiclandestini con informatori la cui attendibilità risulta subito da prendere con le pinze. Sì, senza dubbio è un’inchiesta ma ha un po’ il ritmo ben più gradevole del film poliziesco. Basterebbe togliere i giornalisti e metterci l’ispettore Morse di Colin Dexter e l’effetto sarebbe assicurato.

E come per un film poliziesco non si può svelare qui chi sono le vere vittime e chi i colpevoli. Si rovinerebbe la sorpresa del finale. Ma, dopo aver letto “I mercanti nel tempio”, si possono fare alcune amare riflessioni.

Gli intrighi finanziari del Vaticano sono ormai endemici e ricorrenti. Si potrebbe far tesoro del Vangelo secondo Matteo secondo cui è bene che gli scandali emergano. A condizione però di porvi rimedio. Ma purtroppo non va così. Dallo IOR agli investimenti immobiliari a Londra, ogni volta che scoppia il bubbone si allontana qualche prelato o qualche funzionario usando il rito del capro espiatorio. Ma poi tutto ricomincia come prima. E se nelle prediche il profitto è descritto come un peccato nella pratica si va in cerca della plusvalenza usando la carità per fare business.

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