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Huawei, Zte e altre tre società cinesi nella blacklist della Fcc

Zte

Infrastrutture critiche e sicurezza nazionale: continua la guerra economica e tecnologica tra Usa e Cina. Cinque aziende cinesi rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. L’articolo di Francesco D’Arrigo, direttore Istituto Italiano di Studi Strategici

La Federal Communications Commission (Fcc) venerdì scorso ha definitivamente stabilito che cinque aziende cinesi rappresentano una minaccia alla sicurezza nazionale secondo la legge del 2019 volta a proteggere le reti di comunicazione degli Stati Uniti. La norma richiede alla FCC di identificare le aziende che producono tecnologie, attrezzature e servizi di telecomunicazione “che rappresentano un rischio inaccettabile per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”.

Il provvedimento emesso il 12 marzo scorso riguarda: Huawei Technologies Co, Zte Corp, Hytera Communications Corp, Hangzhou Hikvision Digital Technology Co e Zhejiang Dahua Technology Co.

Sono diverse le aziende finite nella lista nera della Fcc, che nel 2019 ha inserito anche Huawei e Hikvisione e, a seguito di ulteriori approfondimenti l’anno scorso ha stabilito che le tecnologie ed i servizi Huawei e Zte rappresentano una minaccia alla sicurezza nazionale delle reti di comunicazione – una dichiarazione che impedisce alle aziende statunitensi di attingere a un fondo governativo di 8,3 miliardi di dollari per acquistare forniture da queste società cinesi, ritenute pericolose.

Nel frattempo, ad agosto 2020 anticipando la delibera della Fcc, il governo degli Stati Uniti ha emesso ulteriori normative che vietano alle Agenzie che gestiscono le infrastrutture di comunicazione statunitensi di acquistare beni o servizi dalle cinque aziende sottoposte ad investigazione.

La petizione presentata lo scorso mese di febbraio da Huawei alla quinta corte d’appello degli Stati Uniti non ha fornito sufficienti risposte ai rilievi posti degli ispettori della Fcc.

La presidente della Fcc Jessica Rosenworcel, durante una conferenza stampa ha dichiarato: “questo elenco fornisce una guida significativa che garantirà la continuità di implementazione delle next-generation networks (reti di prossima generazione) in tutto il Paese, assicurando che non si ripetano gli errori del passato o si utilizzino tecnologie e/o servizi che costituiranno una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti o la sicurezza e l’incolumità degli americani”.

Questa delibera è susseguente a quella che la stessa Fcc ha emanato a dicembre 2020, che ha imposto a tutte le aziende appaltatrici della rete nazionale che hanno già realizzato infrastrutture utilizzando tecnologie ZTE o Huawei di “disinstallare e sostituire” (rip and replace) tali attrezzature.

A tale fine ha creato un programma per rimborsare le spese per effettuare queste sostituzioni, approvato a dicembre dal governo statunitense deliberando un budget di 1,9 miliardi di dollari per finanziarlo.

Un messaggio forte e chiaro alla Cina ed ai partner europei, soprattutto a quelli che ancora non hanno ben valutato quali potenziali ripercussioni sulla propria sicurezza e quella degli alleati, comporterebbe la scelta di affidare servizi essenziali e strategici a Stati autoritari.

Washington dà per scontato di riuscire ad allineare i Paesi Ue con un approccio diplomatico diverso dal suo predecessore, vedremo.

 

 

Francesco D’Arrigo

Direttore Istituto Italiano di Studi Strategici

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