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Huawei, tutti i dettagli sullo stop and go di Trump (e cosa succede ai titoli tecnologici)

di

donald trump

Il governo americano allenta la presa su Huawei. L’azienda cinese ottiene una “licenza temporanea di 90 giorni che ripristina parzialmente i requisiti e le politiche di licenza in base ai Regolamenti di amministrazione delle esportazioni”. E’ quanto si legge in un documento del Dipartimento del commercio Usa.

TUTTE LE NOVITA’ DAGLI STATI UNITI PER HUAWEI

In base alla licenza, la cui durata potrebbe essere estesa, Huawei potrà acquistare prodotti e servizi americani per mantenere operativi gli smartphone già in commercio, e le reti e le apparecchiature esistenti, inclusi gli aggiornamenti software e le ‘patch’ di sicurezza. La licenza non riguarda invece l’acquisto di componenti statunitensi destinati alla creazione di nuovi prodotti.

LA LISTA NERA DI TRUMP CON HUAWEI

La licenza temporanea si applica ai contratti stipulati con imprese Usa, prima del 16 maggio, da Huawei e dalle sue 68 affiliate che, proprio il 16 maggio scorso, sono finite nella lista nera del commercio Usa.

CHE COSA SUCCEDE AI TECNOLOGICI IN BORSA

I titoli tecnologici, dopo le vendite di ieri in reazione al blocco di Google verso Huawei, oggi tengono alto l’indice d’area delle Borse europee, lo Stoxx 600. Il mercato ci ripensa e, assorbito il timore di un forte rallentamento nella produzione, che potesse influire su fornitori di componenti e sull’intero settore, anche con aziende non direttamente collegate a Huawei, oggi gli investitori si riposizionano sul settore.

IL CASO STM

Un esempio per tutti per il mercato europeo è Stm, che ha Huawei fra i suoi primi dieci clienti e aveva fatto segnare un crollo sia a Milano che a Parigi. Oggi segna un +1,6% a Piazza Affari e +1,7% a Parigi. Rimbalzo anche per Infineon, scivolata a Francoforte, che tiene con il +1,2%. In positivo anche la svizzera Ams (+3,5%) e Asml ad Amsterdam (+0,9%), con analogo tonfo ieri.

COME VANNO LE AZIENDE CINESI

La scommessa del mercato in Asia pare diventare quella che siano le stesse aziende cinesi a compensare le forniture negate dagli Usa. Sanchuan Wisdom Technology ha preso il volo (+9,93%) insieme a Archemind Technology Nanjing (+10%), bene anche i competitor come Samsung che ha guadagnato il 2,86%, Tencent l’1,1%, Aac Technologies il 2,8%. Foxconn (Honn), principale fornitore Huawei, ha segnato un +0,98 a Taiwan, Byd +0,54%. Zte, che con Huawei aveva subito a fine 2018 la messa al bando dal Giappone per i propri prodotti ed era stata la prima vittima della guerra dei dazi Usa Cina, uscendone con tre mesi di blocco e una sanzione da 1,4 miliardi di dollari, oggi reagisce con un +4,67.

CHE COSA HA DETTO IL FONDATORE DI HUAWEI

Le azioni del governo degli Stati Uniti al momento sottovalutano le nostre capacità”, ha detto il fondatore di Huawei, Ren Zhengfei, secondo quanto riporta la Bbc. Ren, riferisce il quotidiano cinese Global Times, ha rilasciato un’intervista ad alcune testate nel quartier generale di Shenzhen, dichiarando che la licenza temporanea di 90 giorni concessa dal governo Usa non è così significativa per Huawei, in quanto l’azienda è ben preparata e le sue tecnologie fondamentali sono intatte.

Ren ha assicurato che la società è in grado di continuare a fornire prodotti e servizi, e che le sanzioni statunitensi non danneggeranno il core business aziendale. L’uomo ha quindi ringraziato le aziende americane, che “hanno fatto sforzi per persuadere il governo degli Stati Uniti a consentire loro di collaborare con Huawei”.

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