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Guerra commerciale o valutaria? La Cina svaluta lo yuan e Trump pizzica la Fed

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Tutte le ultime novità sulla contesa geopolitica a sfondo economico fra Stati Uniti e Cina alla luce della mossa monetaria di Pechino sullo yuan

 

Lo yuan supera per la prima volta dal 2008 la soglia di 7 sul dollaro con il mercato che scommette sulla disponibilità della Cina di lasciar svalutare la propria moneta per rispondere alla guerra commerciale lanciata dagli Stati Uniti.

La Pboc, la banca centrale cinese, ha imputato la perdita di valore del renminbi all’aspettativa dei nuovi dazi annunciati da Donald Trump, assicurando comunque che si impegnerà a combattere la speculazione di breve termine sulla valuta cinese e a stabilizzare le attese del mercato.

LA NOTA DELLA BANCA CENTRALE CINESE

Un movimento quello dello yuan – ha spiegato la Banca centrale cinese (Pboc) in una nota, “dovuto agli effetti delle misure unilaterali e protezioniste” degli Stati Uniti e “all’attesa di dazi contro la Cina”.

CHE COSA HA DETTO PECHINO

Nella nota di stamane la Banca centrale cinese ha comunque sottolineato che la valuta resta stabile e forte contro un paniere ponderato di divise e che manterrà un “equilibrio ragionevole”. L’istituto inoltre intende difendere comunque lo yuan da azioni speculative di breve termine.

LA REAZIONE DELLA CASA BIANCA

Nel giorno in cui per la prima volta dalla crisi del 2008 il dollaro è arrivato a comprare più di 7 yuan onshore, il presidente americano è tornato ad accusare la Cina di manipolare la sua valuta.

IL TWEET DI TRUMP

In un tweet Donald Trump ha scritto: “La Cina ha abbassato il prezzo della sua valuta a un livello basso quasi senza precedenti. Questa si chiama ‘manipolazione valutaria’. Federal Reserve, stai ascoltando? Questa è una grossa violazione che nel tempo indebolirà notevolmente la Cina”. Il riferimento alla Fed è dovuto al fatto che secondo Trump la banca centrale Usa non ha abbassato i tassi abbastanza come lui vorrebbe.

IL RESOCONTO DI BLOOMBERG

Yi Gang, nella nota riportata da Bloomberg, ha anche detto che l’attuale cambio dello yuan è a un livello appropriato alla luce dei fondamentali economici della Cina e dei livelli di domanda e offerta sul mercato. Il governatore cinese si è detto fiducioso del fatto che lo yuan continuerà ad essere una valuta forte nonostante le recenti fluttuazioni e ha assicurato che la Pboc è pienamente in grado di mantenere le operazioni sul mercato dei cambi stabili e il tasso di cambio dello yuan a un livello stabile, ragionevole ed equilibrato.

LE PAROLE DEL GOVERNATORE CINESE

La Cina non cercherà una svalutazione competitiva della sua valuta e non userà il mercato valutario come strumento per far fronte alle dispute commerciali, ha replicato il governatore della Banca Centrale Cinese, Yi Gang, in una nota sul sito della Pboc, dopo che il renminbi si è svalutato verso il dollaro, superando per la prima volta quota 7 dal 2008 verso la valuta americana.

IL COMMENTO DELL’ANALISTA

“La Cina ha deprezzato lo yuan a un minimo multi-decennale rispetto al dollaro Usa, usando tutte le sue carte per proteggersi dall’effetto negativo delle tariffe statunitensi. Per ora, il mercato sta ancora aspettando la reazione del presidente Trump che potrebbe arrivare più tardi nel corso della giornata sotto forma di un tradizionale tweet offensivo contro la Cina”, ha sottolineato Pierre Veyret, analista tecnico di ActivTrade

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