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Perché serve un governo dell’Ue. L’analisi del prof. Magliulo

Presentazione del libro “Una storia del pensiero economico europeo” del professor Antonio Magliulo (Università di Firenze), che ne discute con Giampaolo Conte (Università Roma Tre) e Alessandro Albanese Ginammi (Università per Stranieri di Perugia)

 

Quali passi dovrà compiere l’Unione europea?

Il professor Antonio Magliulo (Università degli Studi di Firenze), insieme a Giampaolo Conte (Università Roma Tre) e Alessandro Albanese Ginammi (Università per Stranieri di Perugia) ha presentato il suo ultimo libro “Una storia del pensiero economico europeo” pubblicato da Routledge.

L’incontro, organizzato dal Laboratorio Italiano di Storia Economica (LISE), ha messo in evidenza il valore del progetto di integrazione europea ma al contempo la necessità di fare il passo in avanti che manca: costruire un vero Governo dell’Unione Europea.

“L’Europa è ancora in cammino. È ancora incompiuta. Ed è facile accusare l’Europa di questa incompiutezza – ha spiegato il Professor Magliulo – ma è altrettanto facile sostenerla in questo processo di ulteriore costruzione”.

“Probabilmente non ci sarà mai uno stadio finale in cui si potrà dire ‘la destinazione è raggiunta’, ma la consapevolezza che l’Europa è una casa comune in costruzione fa sì che debba prevalere, a mio giudizio, la volontà di sostenere questo processo, perché l’alternativa è quella di regredire“.

“La domanda è, oggi, negli scenari drammatici che stiamo vivendo, c’è bisogno di un’Europa più forte o più debole? A mio giudizio – ha detto Magliulo – la risposta è scontata. Ma è possibile continuare a costruire questa casa comune solo se si ha consapevolezza del percorso che si è fatto e del punto in cui noi oggi ci troviamo”.

“In quale punto ci troviamo oggi? Nel punto di dover costruire accanto all’unione monetaria, che ha un compito prioritario – assicurare la stabilità dei prezzi – e non può averne troppi, anche un’unione fiscale, che possa gestire un budget comunitario. Ma questo richiede un passo avanti nel modello di democrazia, perché rappresenta un’ulteriore cessione di sovranità dagli Stati nazionali alle istituzioni europee; questo passaggio implica un rafforzamento del modello democratico scelto dall’Europa”.

Qui il video completo della presentazione:

 

Qui gli altri approfondimenti del Laboratorio Italiano di Storia Economica

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