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Goldman Sachs celebrerà le nozze Deutsche Bank-Commerzbank?

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Ecco come la banca d’affari americana Goldman Sachs sta architettando, direttamente o indirettamente, l’operazione sistemica fra Deutsche Bank e Commerzbank per dare un futuro alle due banche tedesche in fibrillazione

 

La fusione fra Deutsche e Commerzbank passa per Goldman Sachs.

CHE COSA SCRIVE FT SUL RUOLO DI GS PER DEUTSCHE BANK E COMMERZBANK

Nella banca d’affari americana, considerata a torto o a ragione la più potente al mondo, si sono formati quelli che, secondo il Financial Times, sono i due maggiori fautori dell’aggregazione fra il primo e il secondo istituto di Germania: il presidente di Deutsche Paul Achleitner e il viceministro delle Finanze tedesco Jörg Kukies. Entrambi si sono laureati ad Harvard ed entrambi, in tempi diversi, hanno gestito le attività di Goldman Sachs in Germania e Austria. I due in seguito hanno preso strade diverse. Achleitner ha proseguito l’ascesa nel gotha della finanza tedesca che lo ha portato a diventare nel 2012 presidente di Deutsche.

I NOMI SOTTO I RIFLETTORI

Kukies è rimasto co-responsabile di Goldman in Germania e Austria fino ad aprile 2018 quando è stato chiamato al governo dal ministro delle Finanze Olaf Scholz. Oggi i loro percorsi sono tornati a incrociarsi lungo la via verso la fusione Deutsche-Commerz.

GLI INCONTRI FRA BANCHIERI

A febbraio, riporta il quotidiano inglese, Scholz e Kukies avrebbero incontrato a Londra diversi banchieri d’affari provenienti da Bank of America e, appunto, Goldman. Ai guru della finanza Usa i due politici avrebbero posto un’unica domanda: il matrimonio s’ha da fare? Non è un mistero che il governo di Berlino coltivi da tempo il sogno di unire le due banche per creare un campione nazionale in grado di sostenere l’export delle imprese tedesche e di resistere alla concorrenza dei colossi americani.

I PIANI DEL GOVERNO TEDESCO

Nei piani dell’esecutivo, poi, la fusione dovrebbe consentire di puntellare i conti traballanti dei due istituti e risollevarne così i corsi azionari. Se gli obiettivi politici sono chiari, dentro e fuori dalle banche promesse spose molti dubitano che le nozze siano lo strumento adatto a centrarli. Dall’unione di due istituti malati, è il ragionamento di alcuni esperti e di gran parte degli azionisti di Deutsche, non può nascere un’uber-banca sana. Contrari anche i potenti sindacati tedeschi che sottolineano poi il possibile impatto devastante di una fusione sull’occupazione nel settore bancario.

CHE COSA DICONO GLI ESPERTI

Altri esperti, pochi a onor del vero, considerano invece l’affare un’opportunità per Deutsche e Commerz di creare sinergie e quindi ridurre i costi, la maggior debolezza dei due istituti. Questa minoranza può annoverare nelle sue fila un nome di peso: Goldman Sachs.

L’INTERVISTA DI BLOOMBERG

In un’intervista del giugno scorso a Bloomberg il responsabile della banca americana in Germania Wolfgang Fink aveva detto a proposito delle ipotesi di consolidamento bancario in Europa: «Non ci siamo ancora. Succederà, ma credo che ci vorrà ancora del tempo prima che sia fattibile». Il giorno dopo il ministro delle Finanze tedesco Scholz, ospite della European Financials Conference di Goldman Sachs, dichiarava: «La Germania ha bisogno di un settore bancario forte e competitivo. E abbiamo bisogno di banche tedesche forti e attive a livello globale». E in questo progetto Goldman potrebbe avere un ruolo di primo piano.

(articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza)

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