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Come in Germania la stampa sminuisce gli allarmi sulle banche tedesche

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Germania

Che cosa si dice e non si dice sui giornali tedeschi dei report di Moody’s e Bundesbank sulle banche della Germania. L’articolo di Pierluigi Mennitti da Berlino

Il nuovo allarme sulla solidità del sistema finanziario tedesco non ha suscitato sulla stampa di casa il dibattito che ci si sarebbe potuti aspettare. Sarà che i problemi in Germania sono noti da tempo, o che quando ci sono magagne interne la tendenza è spesso a non drammatizzare. Tuttavia, se la scorsa settimana il doppio segnale di apprensione arrivato nella stessa giornata dal declassamento di Moody’s e dal rapporto della Bundesbank ha costruito in Italia l’apertura del Sole 24 Ore, in Germania è scivolato nel taglio basso della pagina numero 27 della Frankfurter Allgemeine Zeitung. Che è pur sempre la pagina di apertura della sezione finanziaria, ma insomma non proprio il luogo dove enfatizzare una notizia.

Era venerdì 22 novembre. Un po’ di spazio in più lo ha concesso la Welt, non fosse altro perché l’informazione si è conquistata il taglio centrale della prima pagina e un approfondimento nell’apertura della sezione economica, a pagina 11. Poca roba anche sull’Handelsblatt, il principale quotidiano economico-finanziario del paese, che aveva il giorno prima affidato la notizia di un’accresciuta difficoltà delle banche dovuta principalmente ai bassi tassi al rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca centrale europea.

Su tutti i giornali sono prevalse le informazioni di cronaca. Da un lato l’annuncio dell’agenzia Moody’s che ha cambiato da stabile a negativo l’outlook sul sistema bancario di Berlino, prospettando un indebolimento della redditività e del complessivo merito di credito degli istituti in un contesto di bassi tassi di interesse nell’arco di tempo di 12-18 mesi. Dall’altro i risultati del Rapporto annuale sulla stabilità finanziaria presentato a Francoforte dalla Bundesbank. Ma gli articoli che riportavano fedelmente il contenuto delle due notizie non sono stati accompagnati da particolari approfondimenti, tantomeno da commenti, né venerdì scorso, né nei giorni successivi. Anche la Süddeutsche Zeitung ha mantenuto lo stesso profilo.

Spazio dunque alla Welt, che come detto è stata l’unico giornale nazionale a portare la notizia sul proscenio della prima pagina. Il quotidiano di Amburgo ha ricordato che le banche non pare abbiano approfittato della lunga fase di crescita che la Germania ha vissuto nell’ultimo decennio. Gli istituti – ha proseguito la Welt – continuano a presentare una situazione di debolezza, tanto da essersi meritati da parte di Moody’s il declassamento dell’outlook da stabile a negativo. I tassi negativi e l’indebolita congiuntura economica costituiscono grandi rischi per il settore finanziario tedesco.

Tutti i quotidiani hanno poi affiancato all’avvertimento dell’agenzia americana i dati del rapporto della Bundesbank riportando il giudizio succinto della vicepresidente Claudia Buch: “Gli inattesi sviluppi macroeconomici accrescono la vulnerabilità del sistema finanziario”. Secondo la banca centrale tedesca c’è il rischio che gli istituti di credito possano sopravvalutare le esposizioni creditizie dopo gli anni del boom ininterrotto dell’economica. Ancora la Welt sottolinea un passaggio del rapporto, nel quale si scrive che “in una situazione di tal genere, il timore è che possa venir sopravvalutato anche il valore delle garanzie di credito, in special modo quelle immobiliari”. Secondo la Bundesbank, una improvvisa recessione economica o turbolenze sui mercati possono colpire duramente le banche.

“I rischi per la stabilità del sistema bancario sono aumentati nel corso del 2019”, riprendeva il quotidiano di Amburgo, aggiungendo che “la situazione si è aggravata anche perché le ipotesi dello scorso anno, secondo le quali l’economia si sarebbe sviluppata in maniera robusta e i tassi sarebbero tornati a crescere, non si sono realizzate”. Già in primavera è infatti stata attivata per la prima volta la cosiddetta riserva di capitale anticiclica che dovrebbe aiutare le banche a potenziare le riserve per superare con più scioltezza le fase di stress.

La Welt riassume infine il circolo vizioso che emerge dal rapporto della Buba: i problemi delle banche vanno dalle nebulose prospettive della congiuntura economica fino alle scarse riserve a copertura dei rischi bancari, passando per la sfavorevole evoluzione dei tassi e il malsano aumento dei prezzi immobiliari. Quest’ultimo si va trasformando in una vera e propria bomba per le banche: “I dati a disposizione indicano che i rischi legati ai crediti immobiliari sono in parte aumentati. Il forte aumento dei prezzi e la sopravvalutazione regionale degli immobili nasconde il pericolo che i rischi legati al finanziamento degli immobili vengano sottovalutati”, ha concluso la Welt, sempre citando il rapporto.

La Süddeutsche Zeitung ha osservato che “le banche tedesche devono di nuovo adeguarsi a tempi scomodi, dieci anni dopo il momento più acuto della crisi finanziaria”. Il pericolo di sottovalutare i rischi legati ai crediti dopo dieci anni di boom è reale e, “in verità Deutsche Bank, Commerzbank e molti altri istituti hanno recentemente ampliato in modo significativo la crescita del credito”. Solo in alcuni settori, come quello in crisi dell’automobile, si è notata una certa prudenza, e anche il quotidiano bavarese punta il dito verso i valori delle garanzie di credito per il settore immobiliare.

Debole redditività, poca diversificazione e costi elevati sono debolezze riconosciute delle banche tedesche. Tra le soluzioni indicate dalla Süddeutsche, la costituzione da parte delle banche di riserve aggiuntive o un più profondo taglio dei costi. Su quest’ultimo aspetto, il quotidiano di Monaco riprende un altro punto critico dell’analisi di Moody’s: il “successo contenuto” degli istituti tedeschi nel migliorare gli elevati rapporti costi-ricavi. E gli urgenti investimenti per tecnologia e digitalizzazione non miglioreranno, nel breve periodo, la loro situazione riguardo ai costi.

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