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Germania, ecco la lettera del Bundestag alla Bce contro l’Italia e le banche italiane

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L’articolo di Francesco Ninfole, giornalista di Mf/Milano Finanza, sulla inedita e controversa iniziativa del Bundestag di Schauble alla Bce«I risultati delle elezioni italiane del 4 marzo hanno provocato disordini nei mercati finanziari del Paese». Il parlamentare liberale Frank Schäffler ha introdotto così, nella lettera del 6 giugno consultata da MF-Milano Finanza e indirizzata al presidente del Bundestag Wolfgang Schäuble, le domande da rivolgere alla Vigilanza Bce sulle banche italiane.

LA LETTERA CONTROVERSA DEL BUNDESTAG ALLA BCE

Il documento è stato girato il 13 giugno da Schäuble al presidente del Single Supervisory Board Danièle Nouy. Nella lettera Schäffler ha espresso preoccupazione per l’aumento dei tassi sui titoli di Stato, considerati «una significativa fonte di rischio per le banche a causa del legame Stato-banche».

LE SFIDE PER LE BANCHE ITALIANE

Secondo il parlamentare tedesco, il sistema bancario italiano avrebbe potuto ritrovarsi davanti a «sfide importanti», considerando «l’elevato ammontare di crediti deteriorati» in aggiunta allo scenario sui bond.

GLI INTERROGATIVI SULL’ITALIA E NON SOLO

Perciò, nella lettera di tre pagine (spedita anche al Single Resolution Board) Schäffler ha posto quattro blocchi di domande: i primi due riferiti a informazioni di bilancio, mentre gli ultimi due legati a valutazioni di Bce e Srb sulle banche italiane nel caso di ulteriore aumento dei tassi o persino di default o uscita del Paese dall’Eurozona.

TUTTE LE DOMANDE SULLE BANCHE ITALIANE

Nel primo blocco Schäffler ha chiesto per quante banche italiane Bce e Srb abbiano predisposto piani di risoluzione (punto 1); qual è il livello dei prestiti (1.a) e dei crediti deteriorati (1.b); quante banche siano in linea con i requisiti Mrel (1.c); qual è l’esposizione ai titoli di Stato italiani e il rapporto con il patrimonio netto (1.d). Al punto 2 è stata chiesta anche l’esposizione delle banche non italiane a Bot e Btp.

IL DOSSIER TITOLI DI STATO

Le domande più delicate sono contenute nei due blocchi successivi. Al punto 3 il Bundestag ha domandato se Bce e Srb abbiano preparato stress test nei quali sia considerato un ulteriore incremento dei tassi sui titoli di Stato italiani. In caso di risposta positiva, la lettera ha chiesto «a partire da quali tassi di interesse ci sarebbero banche italiane o europee classificate come failing or likely to fail» (3.a) e «a partire da quali tassi di interesse la stabilità finanziaria sarebbe messa a rischio in Italia o nell’area dell’euro» (3.b). Nel caso non esistessero stress test così disegnati, Schäffler ne ha chiesto il motivo e da quando Bce o Srb abbiano intenzione di introdurli (3.c).

CAPITOLO STRESS TEST

Il quarto punto si è occupato di come gli stress test considerino «il caso in cui l’Italia lasci l’Eurozona» o «il default sovrano» del Paese. In queste ipotesi Schäffler ha domandato «quante banche italiane o europee potrebbero essere classificate come failing or likely to fail» (4.a) e «quali effetti sistemici ci sarebbero per la stabilità finanziaria all’interno dell’Eurozona (4.b). Sempre nel caso ventilato di Italexit o default, il Bundestag ha chiesto come Bce e Srb valutino i fondi di risoluzione bancaria disponibili in questo scenario (4.c) e «quali conseguenze siano state individuate per l’economia reale in Italia o nel resto dell’area dell’euro» (4.d). In assenza di stress test in grado di dare queste risposte, la lettera ha chiesto anche in questo caso di spiegarne il motivo e di indicare una data di avvio (4.e).

LA LETTERA DI RISPOSTA DELLA VIGILANZA BCE

Nella lettera di risposta, Nouy ha scritto che un solo elemento di vulnerabilità non basterebbe per far scattare la decisione sul fallimento. Perciò «non è possibile determinare ex ante un livello dei rendimenti dei titoli di Stato in cui le banche fallirebbero o rischierebbero di fallire o sarebbero una minaccia per la stabilità finanziaria». Nouy ha osservato inoltre che la crisi del debito sovrano del 2011 è stata «problematica per le banche», ma da allora la resistenza del settore europeo «è notevolmente aumentata». Di conseguenza, «gli istituti europei sono ora meglio equipaggiati per far fronte a una crisi di questo tipo».

LA REPLICA DELLA NOUY SUGLI STRESS TEST

Quanto alle domande sugli stress test, Nouy ha detto che gli esami considerano «un significativo allargamento degli spread» e si basano su una valutazione dei rischi attuali. Perciò il supervisore, ricordando le parole del presidente Bce Mario Draghi, ha sottolineato che «l’euro è irrevocabile e non è appropriato che la Bce faccia riflessioni su ipotesi non previste dal Trattato sul funzionamento dell’Ue». Le domande del Bundestag fanno comunque capire con chiarezza quanto alta sia l’attenzione in Germania riguardo all’Italia e all’azione della Vigilanza Bce.

Articolo pubblicato su Mf/Milano finanza

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