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Tutti gli interessi (e le perdite umane) della Francia in Mali

Mali

Che cosa succede in Mali. L’articolo di Giuseppe Gagliano

 

Partiamo dai fatti. Come riportano le agenzie di stampa internazionali, un soldato francese è stato ucciso nel pomeriggio di sabato 22 gennaio durante un attacco a colpi di mortaio contro la base militare di Gao (Mali).

53 VITTIME IN MALI

Si tratta del brigadiere Alexandre Martin del 54° Reggimento artiglieria di Hyères. Con questo decesso la Francia arriva – almeno ufficialmente – alla 53ª vittima nel contesto della Operation Barkhane. Nella Base Operativa Avanzata di Gao vi sono anche i soldati del contingente italiano inquadrati nella Task Force Jacana, che fanno parte dello staff del Comando e del National Support Element distaccato a Gao.

LA PRESENZA ITALIANA IN MALI HA SENSO?

La domanda che ci si pone è: la presenza italiana serve a tutelare gli interessi italiani nel settore dell’import-export militare e nello sfruttamento delle risorse minerarie e petrolifere? Staremo a vedere…

LA STRATEGIA DELLA FRANCIA

Quello che è certo è che la presenza francese in Mali è strategicamente chiara e lineare; interessi questi che sono sempre più minacciati non solo della presenza del terrorismo islamico ma anche da quella cinese e russa. Di quali interessi stiamo parlando? Per esempio dei giacimenti di uranio del Niger, che si trovano a meno di 300 km dal confine del Mali e che sono sfruttati dalla multinazionale francese Areva; oppure dei giacimenti petroliferi assai cari alla multinazionale francese Total.

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