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Francesco

Francesco sarà o no Papa emerito? Parole e confusioni

Che cosa ha riferito il Corriere della sera sull'autobiografia di Bergoglio e che cosa ha scritto davvero Papa Francesco. I Graffi di Damato

Pure sull’annuncio che “non sarò mai Emerito” – rivelatosi più del Corriere della Sera, nel titolo di prima pagina di ieri, che suo – Papa Francesco, benedett’uomo, ha un po’ pasticciato, bisticciando con se stesso. Ed esponendo anche la sua autobiografia, scritta a quattro mani con l’amico vaticanista di Mediaset Fabio Marchese Ragona, alle diverse o persino opposte letture delle sue interviste.

FRANCESCO SARA’ PAPA EMERITO?

All’interno del Corriere, a pagina 10, il titolo ieri non era lo stesso della prima. Esso suonava: “Non mi chiamerò mai Papa emerito”. E neppure, questo, in verità, è risultato esatto, perché nel testo il Papa ha scritto con la penna o il computer del suo amico vaticanista che più semplicemente, ma in fondo più confusamente, non si lascerà mai chiamare Papa emerito. Ma lo scambieranno ugualmente per tale. E questa potrebbe rivelarsi una notizia non buona, come mi era apparsa ieri, ma infelice, foriera di equivoci, per cui personalmente auguro a Sua Santità di vivere ancora a lungo da Papa effettivo, sino all’ultimo respiro. Male che potrà andare, avremo da storcere il naso, o il muso, solo per un Papa, non per due.

I RAPPORTI FRA BERGOGLIO E RATZINGER

Del resto, lo stesso Pontefice ha ammesso di avere vissuto personalmente con qualche problema, a dir poco, la quasi condivisione del Soglio a suo tempo con Ratzinger, il suo predecessore dimessosi e ritiratosi in un primo momento a Castelgandolfo. Dove Francesco andò personalmente per “decidere insieme -ha scritto- che sarebbe stato meglio non vivesse nel nascondiglio ma vedesse gente e partecipasse alla vita della Chiesa” dentro le Mura. “Purtroppo- ha raccontato Francesco, ancora sofferente per le “strumentalizzazioni” tentate della figura del suo predecessore “con scopi ideologici e politici da gente senza scrupoli, che non avendo accettato la sua rinuncia, ha pensato al proprio tornaconto, al proprio orticello da coltivare”- servì a poco, perché le polemiche in dieci anni non sono mancate e hanno fatto male a entrambi”. Insomma, altro che Paradiso in terra. Fu un mezzo Inferno, almeno, per come la vicenda fu vissuta da Francesco.

CHE COSA HA SCRITTO PAPA FRANCESCO

Pur convinto che “il ministero petrino sia ad vitam” e che non ci siano “le condizioni per una rinuncia”, il Papa ha scritto di avere “giù firmato all’inizio del Pontificato la lettera con la rinuncia. Che è depositata in Segreteria di Stato”, usabile nel caso di un impedimento permanente e totale. ”Se questo dovesse succedere- ha spiegato- non mi farei chiamare Papa emerito, ma semplicemente vescovo emerito di Roma. E mi trasferirei a Santa Maria Maggiore per tornare a fare il confessore e portare la comunione agli ammalati”.

PAPA, VESCOVO DI ROMA E LO ZAMPINO DEL MALIGNO MOLTO LUCIFERINO

Ah, Santità. Debbo essere io, un vecchio laico qualsiasi, a ricordarLe che il Papa è vescovo di Roma proprio in quanto Papa? Le due cose non sono scindibili, se non nella confusione. Ed è proprio lì, nella confusione, come nei famosi e proverbiali “dettagli”, che si asconde il diavolo. O il Maligno, con la maiuscola luciferina.

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