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Che cosa ha combinato Marta Fascina

Fascina

Body shaming, discriminazione inaccettabile ma ancor più grave se fatta da un parlamentare come Marta Fascina contro un ministro (Brunetta). L’intervento di Francesco Alberto Comellini, attivista per i diritti delle persone con disabilità

L’ultimo baluardo gli odiatori seriali dei social e contro il body shaming era, o almeno così credevo, nelle istituzioni parlamentari.

Ora, dopo il post dell’On Marta Fascina contro il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, quel baluardo è venuto inesorabilmente giù.

Conosco Renato Brunetta da anni, certo a volte non è proprio mr. simpatia, lui lo sa bene ma è una persona che ha saputo lavorare e fare per il Paese con impegno e serietà forse anche più di altri. Poi si può essere d’accordo o meno con lui, il suo pensiero e la sua azione politica, ma questo non toglie che occorre sempre rispetto e che nel momento in cui certa politica scade nell’insulto e nell’attacco personale sulle condizioni fisiche delle persone, non devono esserci tentennamenti da parte di alcuno nella condanna di tali comportamenti che possono persino essere alla base di una deriva culturale ancor più grave e preoccupante.

Gli attacchi mossi con livore da Marta Fascina, con allusioni musicali gravissime, tanto più se orchestrate dalla rappresentante di una forza politica che ambisce a guidare il Paese, sulle condizioni fisiche di Renato Brunetta con riferimento alla sua statura, sono esecrabili e vanno condannate senza se e senza ma.

In politica si può essere d’accordo o meno, si può percorrere un pezzo di strada assieme o dividersi ma mai si deve scendere al livello dell’insulto personale tanto più perché le allusioni sulla statura della persona Renato Brunetta sono, come ha detto egli stesso, una violenza, che non colpisce solo lui ma anche tutte le persone che non hanno scelto se nascere alte o basse, belle o brutte, con disabilità o senza.

Forse Marta Fascina dovrebbe chiedere scusa, se non a Renato Brunetta, a tutte le persone che ha offeso con quel post perché, cara signora Fascina, nella mia battaglia civile per la tutela dei diritti delle persone con disabilità, di Persone affette da forme di nanismo ne ho conosciute diverse ma la loro condizione fisica non gli ha impedito di essere delle persone di spessore culturale e di raggiungere posizioni di rilievo nel mondo del lavoro e nella società.

Ci pensi cara signora Fascina.

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