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Europee 2019, chi ha vinto e chi ha perso (e perché il Pd non può gioire troppo)

di

Movimento 5 Stelle

Successo della Lega. Il Pd scavalca il Movimento 5 Stelle e si piazza al secondo posto. Fratelli d’Italia tallona Forza Italia. Restano al palo +Europa, Verdi e Sinistra. Il Punto di Antonio Satta di Mf/Milano Finanza

Quando lo scrutinio è praticamente concluso, dalle urne delle elezioni europee esce un netto successo della Lega, molto vicino alle più rosee previsioni di qualche settimana fa. Il partito di Matteo Salvini ha raddoppiato i suoi voti rispetto alle politiche, arrivando al 34,5%.

Al secondo posto c’è il Pd che con il 22,9% ha scavalcato il Movimento 5 Stelle, crollato al 16,8%. Seguono Forza Italia all’8,7% e Fratelli d’Italia al 6,4%. Al di sotto della soglia minima per portare a Strasburgo propri rappresentanti si sono collocati +Europa con il 3,1%, i Verdi 2,3% e la Sinistra 1,7%.

Si tratta di un risultato che inevitabilmente avrà ripercussioni sul governo perché sostanzialmente ribalta i rapporti di forza fra Lega e M5S che solo un anno fa si erano determinati, quando i primi si fermarono al 17,4% e i secondi arrivarono fino al 32,6%. Difficile che Salvini possa continuare a lungo a essere sottodimensionato nel numero dei ministri rispetto al reale consenso dimostrato dal suo partito.

Ma soprattutto il leader del Carroccio non accetterà più di veder bloccati temi qualificanti della sue proposta politica per i veti dei 5 Stelle, primo fra tutti la Tav, visto che questo risultato sembra tra l’altro anticipare il successo pieno del Centrodestra in Piemonte, dove si è votato anche per la Regione. E per la tenuta del governo sarà probabilmente fondamentale capire anche che tenuta avrà la leadership di Luigi di Maio sul M5S, che questo risultato ha sostanzialmente terremotato.

L’attrazione del voto anticipato da oggi sarà fortissima per Salvini, visto che il voto europeo dimostra che il Centrodestra unito sfiora quasi la maggioranza assoluta e il suo partito ha dimostrato ormai di essere radicato e vincente in tutta Italia e non solo nel Norda. Semmai nel Centrodestra bisognerà solo capire se Forza Italia riuscirà a sopravvivere come partito ad un risultato che rende evidente un peso politico ormai puramente residuale o se la forza centripeta della Lega non finirà per assorbire insieme ai voti anche gran parte della sua classe dirigente.

I 5 Stelle ottengono il peggior risultato dal loro ingresso in parlamento nel 2013, difficile che possano continuare a ripetere che domenica si è votato solo sull’Europa e non sull’Italia. Il risultato è devastante e arriva dopo quelli deludenti ottenuti in quasi tutte le consultazioni amministrative tenutesi dopo le politiche.

Di Maio, che in questi mesi ha avuto il controllo totale del movimento, mettendo in secondo piano tutti gli altri, Grillo compreso, sarà inevitabilmente messo sotto processo dai suoi e bisognerà vedere se riuscirà a mantenere la presa sul gruppo parlamentare e sulla stessa delegazione governativa, visto che dovrà contemporaneamente far fronte alle richieste della Lega (oltre alla Tav torneranno sul tavolo i dossier della riforma delle autonomie, la Flat tax, il reato di abuso d’ufficio).

Il Pd è sostanzialmente ritornato in campo e ha ottenuto il risultato che si era prefisso, l’unico raggiungibile in questa fase, ossia superare i 5 Stelle. Ma guardando alla prospettiva di un voto politico futuro il risultato è tutt’altro che rassicurante.

Anche aggiungendo ai voti del Pd quelli di + Europa, Verdi e Sinistra si arriva all’incirca al 30% e a meno di un improbabile accordo con i 5 Stelle l’obiettivo di un ritorno al governo sembra al momento irraggiungibile.

(articolo tratto da Mf/Milano Finanza; qui l’articolo integrale)

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