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Europa, Ong, fisco. Tutte le piroette dell’ex sovranista Conte

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Che cosa diceva Conte 1 e cosa dice Conte 2

 

Da Agostino a Giuseppe. Fu Depretis, adesso è Conte. Le famiglie a cui il premier bis si rivolge assicurando asili gratis per tutti tireranno un sospiro di sollievo. Il capitolo sul trasformismo non risulta nei sussidiari nelle classi precedenti le Superiori. Altrimenti avrebbero dovuto cambiare i manuali. In tutta fretta. E sai che spesa mamma e papà. E adolescente al seguito. Andasse l’indolente a fare un lavoretto a voucher. (Se non ci sono, chiedesse un reddito di cittadinanza).

NEL NAUFRAGAR MI PERDO IN QUESTO MARE

L’ultima dell’avvocato è un naufragare in questo mare che si increspa su marosi sotto ventimila leghe, sopra e sotto l’Adriatico.

Dettava il Conte Uno a fine gennaio: “Mi sento e mi devo assumere la piena responsabilità politica di quello che è stato fatto e in particolare della vicenda Diciotti”. Un inchino alla linea del Viminale di Matteo Salvini. Passano i mesi, le stagioni, e Conte Due al Senato valzerizza così: “Chiedo a tutte le forze politiche qui presenti, anche di opposizione, e anche ai cittadini collegati in tv: d’ora in poi evitiamo di concentraci ossessivamente sullo slogan, porti aperti, porti chiusi”.

IL CODICE MARITTIMO DI GIUSEPPI

Nel mentre che la Ocean Viking fa cabotaggio vicino alle coste per sbarcare, Conte 2 sulle poltroncine rossoporpora di Palazzo Madama assicura: “Quello dell’immigrazione è un tema su cui questo governo ha già chiarito che lavorerà su un piano multilivello, come merita di essere affrontato e quindi intensificheremo la cooperazione con i Paesi di origine”.

IL CABOTAGGIO. APPUNTO

Fosse questo un riconoscimento alla politica dei canali umanitari avviati in particolare dalla Comunità di Sant’Egidio, il cui fondatore, Andrea Riccardi – di casa in Vaticano e protagonista di mediazioni diplomatiche – fu ai tempi ministro del governo Monti? Casualità. Un cenno esplicito ai canali umanitari Conte lo aveva fatto ieri a Montecitorio. Oggi non si sottrae. Rilancia. Misericordioso, evidenzia: “Lavoreremo con i Paesi di transito, in cui transitano e sono concentrate le rotte dei flussi migratori. Lavoreremo per contrastare soprattutto i traffici illeciti, perché questa è una tratta inumana. Lavoreremo per contrastare l’immigrazione clandestina, perché riteniamo che uno Stato sovrano abbia diritto a regolamentare l’accesso nei propri confini”.

CONTE RIALZA LA BANDIERA

E qui, opplà, rialza la bandiera del 2018, quando – Salvini fresco di giuramento – non ne faceva mistero. Un anno fa arringava all’ouverture del suo governo: “Metteremo fine al business dell’immigrazione, che è cresciuto a dismisura sotto il mantello della finta solidarietà”. Le sfumature di oggi sono dettagli. Scompare la “finta solidarietà”. Come si riduce la pochette nel taschino evidenziata in Euorpa. Alterna a quattro o tre punte. I sarti accettano entrambe le versioni. Ma una si è ammainata. Perché non un governo Bis o Due dovrebbe stare in attenzione?

PERCHÉ INSISTERE SULLE DIFFERENZE

Non è mica da una stiratura del fazzoletto da giacca che si giudica un premier. Incalza al Senato il Conte Bis o Due che dir si voglia: “Lavoreremo anche, però – attenzione! – per consentire una più completa integrazione di coloro che hanno diritto a stare sul nostro territorio”. Pare proprio che la linea sullo Ius soli prossimo venturo sia tracciata. Dettagliava ieri: “Promuoveremo una più efficace protezione dei diritti della persona, anche di nuova generazione”. L’intercalare “attenzione”, Conte lo riservava un anno fa a cose come per precisare la linea pro-Russia. Capitolo sanzioni in primis. Da abolire. (Tema scomparso, antico: forse non di moda). Oggi lo fraseggia altrove. Se Conte esclama “attenzione” è segno che il tema è al momento ritenuto importante. Accordi con Putin nel giugno 2018, pacificazione con l’Europa sui migranti oggi.

RIMPATRI, URSULA, DUBLINO. E IUS SOLI

Dagli scranni appena sotto Maria Elisabetta Alberti Casellati, nella camera alta che Matteo Renzi immaginava a gabinetto per le autonomie regionali e che oggi è diventata la nursery cruciale del Conte Bis, il Conte 2 ritornella: “Dobbiamo assolutamente rafforzare il meccanismo dei rimpatri e allargare lo spettro. In questo momento abbiamo pochi accordi; dobbiamo concluderne molti altri ed è per questo che sin dall’inizio ho prospettato questo tema alla neo commissaria, presidente della Commissione, trovando grandi aperture. Quindi, va gestito anche a livello europeo e dobbiamo lavorare al più presto per modificare il Regolamento di Dublino”. Che a Palazzo Chigi, Conte da Volturara con appartamento privato in zona di via Giulia – appresso al Tevere – non abbia fino ad oggi pronunciato severi pugni sul tavolo sulla questione non è certificato in modo netto.

SALVINI VAI A CASA

E rincara: “Osservo che sullo specifico – visto che la polemica politica si concentra sui decreti attuali – questo governo è stato molto chiaro: raccoglierà le osservazioni del presidente della Repubblica; in particolare, ci sembra sacrosanto il principio della proporzionalità tra condotta e sanzione, come pure quello di legalità e tassatività dell’azione amministrativa”. Come direbbe qualcuno: è un discorso che si dà per letto. Piuttosto. I tre aggettivi della pochette dove si stirano? Chissà. Programmatico il governo nasce “sobrio”, “rigoroso”, “mite”. Lo diranno anche i marosi nel Mediterraneo?

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