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Europa fra Green Pass e variante Delta

Green Pass Germania

Che cosa succede in Europa fra Green Pass e variante Delta

 

La variante Delta si sta diffondendo inesorabilmente in tutta Europa. Le ultime indicazioni segnalano che il ceppo indiano sta alimentando il 20% dei nuovi casi diagnosticati in Francia e ormai il 99% di quelli nel Regno Unito dove, nell’ultima settimana, i contagi nelle scuole sono aumentati del 70% in una sola settimana. Allo stesso tempo l’UE prova a rilanciare il turismo attraverso il Green Pass che entra in vigore il 1° luglio. La necessità di ridare fiato a un settore in difficoltà è messa a rischio dalle frizioni tra gli Stati membri che vogliono tutelarsi dal dilagare della nuova variante. 

Il cordone sanitario dei paesi europei 

I leader europei, Draghi, Merkel e Macron, chiedono un coordinamento per contrastare il dilagare della nuova variante. Eppure il “cordone di sicurezza” europeo appare carente in almeno due punti: regole di ingresso dai Paesi terzi e riconoscimento dei vaccini. Differenze tra Stati che, con il turismo in ripresa nella prima estate da vaccinati contro il Covid-19, potrebbero avere effetti pesanti sulla diffusione del virus. 

La Germania chiude al Portogallo 

La Germania ha deciso di vietare in toto l’ingresso alle persone provenienti dal Portogallo, considerato un Paese nel quale sta dilagando la variante Delta. Secondo le stime del Robert Koch Institut i casi di questa mutazione sono più che raddoppiati in Germania nel giro di una settimana ed è pressoché scontato che continuino a guadagnare terreno. Secondo l’ultima analisi di sequenziamento del genoma ha mostrato che la variante Delta rappresentava il 36% delle infezioni dal 14 al 20 giugno, la settimana precedente era al 15%. 

La quarantena per chi arriva dal Regno Unito 

La Germania, insieme all’Italia, ha imposto la quarantena anche a chi arriva dal Regno Unito, in Italia di cinque giorni, in Germania di due settimane. In Portogallo, Spagna, Cipro e Grecia per i turisti britannici non ci sarà alcun isolamento. Tutti questi Paesi non sono nella “green list” stilata dal Regno Unito con le precauzioni sui viaggi dall’estero: quando rientreranno in patria i cittadini del Regno Unito dovranno rispettare un isolamento domiciliare precauzionale di dieci giorni e sottoporsi a due tamponi.

La lettera dei Commissari UE 

La scelta tedesca di chiudere al Portogallo e di imporre la quarantena a chi arriva dal Regno Unito, non è piaciuta a Bruxelles, poiché non rispetta quanto stabilito insieme agli stessi Stati membri nei mesi scorsi. I commissari Didier Reynders, Thierry Breton e Stella Kyriakides hanno inviato una lettera a Berlino in cui mettono nero su bianco il disappunto e chiedono di coordinare entro il 1° luglio tutte le misure per gli spostamenti sul territorio europeo: dalla classificazioni delle zone per le quali è prevista la quarantena, all’obbligo di test per i minori. L’obiettivo è garantire la libertà di viaggiare senza più ostacoli e limitazioni a chi è guarito dal Covid oppure ha completato il ciclo vaccinale.

Usare il green pass anche per accedere a concerti ed eventi 

I commissari chiedono di usare il green pass anche per riaprire in modo “graduale” le porte di concerti, festival, mostre e teatri a platee almeno per ora “limitate”, dando una boccata d’ossigeno al settore culturale. Sono venti gli Stati membri che hanno già messo in piedi il sistema digitale connettendosi alla piattaforma Ue e iniziando a distribuire i pass. Mancano all’appello Cipro, Ungheria, Malta, Irlanda, Paesi Bassi, Romania e Svezia. La Commissione Ue è certa che il certificato darà “ai cittadini la necessaria fiducia per organizzare un viaggio all’estero”. 

La piattaforma Re-Open EU

I turisti potranno controllare tutte le informazioni aggiornate sulle varie misure nazionali e i livelli di contagio nelle varie regioni sulla piattaforma Re-Open Eu. 

L’argine del vaccino e le nuove cure 

Per ora i vaccini sembrano tenere, anche davanti alla nuova variante. La vaccinazione con Moderna ha dimostrato di essere efficace contro tutte le varianti testate, tra le quali anche la variante Delta. “Mentre cerchiamo di sconfiggere la pandemia, è imperativo essere proattivi perché il virus si evolve – ha affermato Stéphane Bancel, amministratore delegato di Moderna -. Rimaniamo impegnati a studiare le varianti emergenti, generare dati e condividerli non appena disponibili. Questi nuovi dati sono incoraggianti”. Bruxelles confida anche nelle prime cure del virus. Fin qui, quattro dei cinque trattamenti individuati sono anticorpi monoclonali in revisione dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema), mentre un altro è un immuno-soppressore già autorizzato per pazienti non-Covid. Le terapie dovrebbero essere pronte alla commercializzazione entro ottobre. 

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