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Elezioni Uk, il video natalizio di Johnson e le ultime schermaglie. Il Punto di Meloni

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Johnson

Boris Johnson is everywhere! Il punto di Daniele Meloni a tre giorni dalle elezioni nel Regno Unito

Boris is everywhere! Il lunedì che ha preceduto la fine della campagna elettorale ha avuto un solo protagonista nel bene e nel male nel Regno Unito: il premier Boris Johnson. Prima ha litigato con un cronista di ITV che gli voleva sottoporre l’immagine di un bambino di 4 anni disteso in un corridoio in ospedale a Leeds; poi è apparso a un Fish Market dove si è fatto ritrarre mentre abbracciava un merluzzo gigante; infine, in serata, ha pubblicato su tutti i social e sul sito Vote Conservatives il suo video natalizio elettorale. Tre minuti in cui un Boris cerca di perorare la sua causa per la Brexit – e per tornare al 10 di Downing Street – al ritmo dei Christmas Carols. Insomma, tutto purché se ne parli.

Sulla sua presunta gaffe si è lanciato Jeremy Corbyn, leader dell’Opposizione laburista, e unico sfidante in grado di impedire a Johnson di formare un governo. Corbyn ha pubblicato sui suoi account social l’immagine del bimbo accusando il premier di essere senza cuore e i Tories di non aver fatto nulla per migliorare il Servizio Sanitario Nazionale. Qualcuno ha accusato Corbyn di cinismo per avere pubblicato una simile foto che mostra un bambino in uno stato di palese sofferenza ma il Labour ha tirato dritto, rafforzato anche dall’uscita di Matt Hancock, il ministro della Sanità conservatore, che si è recato sul posto a Leeds per verificare le condizioni dell’ospedale e ha raccontato di essere stato aggredito da dei dimostranti. A quanto pare nessuno ha aggredito Hancock e la Bbc e Itv hanno negato la versione dei fatti diffusa dall’ufficio stampa Tory.

Un recente sondaggio pubblicato dall’Evening Standard dà a Corbyn solo il 2% di possibilità di formare un governo di maggioranza Labour dopo le elezioni di giovedì. In caso di sconfitta è molto probabile che riparta la procedura per sfiduciarlo ed eleggere un nuovo segretario laburista. Finora “Jezza” se l’è sempre cavata con l’appoggio degli iscritti e dei sindacati ma una seconda sconfitta elettorale potrebbe costargli il posto. In mattinata a Bbc Breakfast ha dichiarato che “questa non sarà un’elezione presidenziale” e che “la scelta non è tra lui e Johnson ma tra due modelli di società”. Inoltre, ha affermato che, nonostante l’età e le dicerie sul suo cattivo stato di salute, sarà perfettamente in grado di adempiere ai suoi eventuali doveri di premier per tutto il mandato.

Anche Nigel Farage ha fatto parlare di sé: parlando a Today, il programma radio di Bbc4, il leader del Brexit Party ha consigliato gli elettori di invalidare la scheda se proprio non vogliono votare per lui (che tra l’altro non è neppure candidato) e che il Brexit Deal già infornato da Johnson si appresta a dare al Regno Unito “indigestione e “mal di pancia” per anni.

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