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Elezioni Uk, le politiche sulla casa di laburisti e conservatori

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sterlina

Le housing policy di Johnson e Corbyn a confronto in attesa delle elezioni del 12 dicembre in Uk. Il punto di Daniele Meloni

Il 12 dicembre si avvicina e sia il premier, Boris Johnson, che il leader dell’Opposizione, Jeremy Corbyn, stanno enucleando le politiche dei rispettivi partiti per raccogliere il voto degli ultimi incerti.

Proprio due giorni fa i Laburisti hanno presentato il loro programma all’Università di Birmingham. Oltre alle nazionalizzazioni, al centro dell’agenda di Corbyn ci sono le politiche per la casa: in caso di vittoria il leader del Labour ha affermato che investirà 75 miliardi di sterline per la costruzione di 150mila case popolari (council houses) durante i suoi 5 anni di mandato. Corbyn ha annunciato inoltre che ripristinerà le tasse sulle seconde case, mentre la portavoce del partito per la housing policy, Angela Rayner, ha detto che il Labour ha un piano per dare maggior controllo diretto agli inquilini sui loro appartamenti.

Il problema dell’housing è molto sentito nel Regno Unito, specialmente dopo che l’Institute for Fiscal Studies (IFS) ha pubblicato un report che ha messo i partiti di fronte ad alcuni dati preoccupanti. Solo il 36% dei nati dal 1980 in poi possiede una casa. Un dato che stride rispetto al 62% degli anni Cinquanta e al 60% degli anni Sessanta. Sono sempre più i giovani che affittano appartamenti, il cui costo è aumentato in media del 20% negli ultimi 20 anni. Dalla crisi del 2007 a oggi i prezzi delle case sono aumentati in media di 7 volte in più rispetto alla media di aumento degli stipendi.

Il Primo Ministro Conservatore, Boris Johnson, vuole rinnovare la tradizione di una “Tory home-owning democracy”, su cui già in passato hanno costruito le loro fortune elettorali Macmillan, Thatcher e anche il suo rivale Cameron. “Crediamo che le persone debbano essere proprietarie delle loro case” – ha detto Johnson. I Tories propongono mutui agevolati per chi affitta con lo scopo successivo di comprare gli stessi appartamenti, e di costruire ben 1 milione di case in caso di vittoria ribaltando l’attuale sistema di pianificazione e distribuzione degli alloggi. Come ottenere tutto ciò? Senza alcun esborso da parte dello stato ma coinvolgendo maggiormente i privati.

I pundits sono divisi sulle proposte: Polly Neade di Housing Charity Shelter, un’associazione che si occupa di senzatetto e famiglie bisognose di alloggi, ha dato il beneplacito alle proposte di Corbyn. Paul Johnson, uno degli autori del report dell’IFS ha affermato invece che un piano così progettato cannibalizzerebbe il settore privato. Per il corrispondente della BBC in tema di economia, Darshini David, favorire con tassi più bassi chi vuole acquistare un alloggio – come vorrebbero fare i Conservatori – potrebbe essere una misura controversa, anche alla luce di alcuni dubbi recentemente espressi dalla Banca d’Inghilterra.

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