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Elezioni Emilia-Romagna e Calabria, ecco numeri e scenari

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Numeri, sfide e scenari delle elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria in uno studio a cura di Comar

Venerdì 24 gennaio si è chiusa la campagna per le elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria. I leader del centrodestra hanno concluso insieme a Ravenna. Nella città romagnola anche le sardine hanno riempito la piazza, mentre la questura ha negato il flash-mob al Papeete. Nicola Zingaretti (segretario Pd) è intervenuto nel Cosentino e Vito Crimi (neo capo politico M5S) ha debuttato da capo politico del M5S a Cesena.

IL CENTRODESTRA

Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi uniti contro Stefano Bonaccini, sicuri che il voto di domenica “libererà” l’Emilia-Romagna e contemporaneamente “sfratterà'” Giuseppe Conte da Palazzo Chigi.

IL CENTROSINISTRA

Bonaccini chiude invece a Marzabotto, la cittadina appenninica simbolo della resistenza, mentre il segretario del Pd Nicola Zingaretti va in Calabria. Cesena è location della prima uscita pubblica del neo capo politico dei 5 stelle, Vito Crimi.

QUI BORGONZONI

I tre leader del centrodestra, insieme alla candidata Lucia Borgonzoni, chiudono insieme questa lunghissima campagna elettorale, in piazza a Ravenna, sicuri di una vittoria storica che da lunedì cambierà tutto, a Bologna come a Roma, scrive l’Ansa.

QUI BONACCINI

Dietro la decisione di Bonaccini di andare a rendere omaggio alla città simbolo della Resistenza c’è l’obiettivo di respingere bruscamente la narrativa portata avanti da Matteo Salvini secondo cui il 26 gennaio resterà nella storia come un secondo 25 aprile, una seconda liberazione, non più dal nazifascismo ma dalla sinistra che in questa Regione governa da sempre. Davanti al sacrario in memoria di oltre 700 vittime civili trucidate dai nazisti, depone una corona e canta “Bella Ciao”, l’inno scelto dalle sardine. Un modo per rivendicare, alla vigilia di un voto così incerto, le radici della sua storia.

LO SCENARIO

Ora la parola ai cittadini emiliano-romagnoli, per una sfida, questa di domenica 26 gennaio, che si presenta incerta come hanno svelato i sondaggi fino a quando potevano essere pubblicati. Gli effetti politici nazionali saranno comunque sicuri, scrive il notista politico Francesco Damato su Start.

ECCO LO STUDIO COMAR SULLE ELEZIONI REGIONALI

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