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Elezioni: effetto Draghi per Meloni, Pasquino strapazza Letta, flop Carfagna e Gelmini per Calenda, i sogni di Telese su Pd-M5s. Il voto in pillole

Arnese

L’esito del voto in pillole: fatti, nomi, numeri e primi commenti

 

Il centrodestra vince le elezioni politiche italiane, conquistando il 44,48% dei voti al Senato e il 44,30 alla Camera.

A trascinare la coalizione, l’affermazione di Fratelli d’Italia, che è il primo partito in Italia con il 26% delle preferenze.

La Lega registra un netto calo, fermandosi tra l’8 e il 9% dei voti; Forza Italia raccoglie l’8% delle preferenze. Il centrosinistra si ferma al 26%: il Pd va sotto il 20%, mentre il Movimento 5 Stelle raccoglie il 15% circa delle preferenze, affermandosi soprattutto al Sud. Azione-Italia Viva supera il 7% ma non centra l’obiettivo del 10%.

L’affluenza si ferma al 63,91%, oltre 9 punti percentuali in meno del 2018: è il dato più basso di sempre per le elezioni politiche.

Si profila un governo in grado di avere una maggioranza stabile anche al Senato, con un numero di seggi tra i 109 e i 119.

EFFETTO DRAGHI

 

L’APPORTO DELLE MINISTRE FORZISTE NEL TERZO POLO

 

LO SCONFITTO PD VISTO DA PASQUINO

 

CHI DOPO LETTA?

 

LA SOMMA NON FA IL TOTALE

IL PUNTO DELL’AGI SUI RISULTATI DELLE ELEZIONI POLITICHE:

Il centrodestra, trainato da Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, vince le elezioni politiche 2022 e si prepara a governare l’Italia. Complessivamente la coalizione composta da FdI, Lega, Fi e Noi moderati raggiunge il 44,5% dei voti, sette punti in più rispetto al 37,5% del 2018. Vince nella stragrande maggioranza dei collegi uninominali di Camera e Senato.

Il centrosinistra, composto da Pd, Alleanza Verdi Sinistra, +Europa, Impegno civico, si ferma al 26,5%, sostanzialmente stabile rispetto al 2018 quando il centrosinistra e Leu ebbero complessivamente il 25,7%. Sono pochi i collegi uninominali dove prevale il centrosinistra, anche in regioni come l’Emilia Romagna e la Toscana.

Il Movimento 5 Stelle, correndo da solo, ottiene il 15% dei voti e vince a sorpresa in oltre dieci collegi uninominali del sud, soprattutto nel napoletano, nel palermitano e a Foggia. Rispetto al 2018, quando ebbe il 32,2%, M5s cede il 17,2%. La lista Azione-Iv, non presente nel 2018, ottiene il 7,7%.

Nel centrodestra la parte del leone la fa Fratelli d’Italia che sestuplica i voti rispetto al 2018, passando dal 4,3% al 26,4%. Lega e Forza Italia quasi dimezzano i loro voti: il Carroccio passa dal 17,6% al 9%; FI dal 14,4% all’8,2%. Noi moderati corre il rischio di non superare l’1%. Fratelli d’Italia oggi ha il doppio dei voti della Lega anche in regioni come la Lombardia e il Veneto.

Nel centrosinistra la lista ‘Pd-Italia Democratica e Progressista’ è al 19,3%. Nel 2018 Pd, Leu e Insieme ebbero complessivamente il 22,9%. Cresce +Europa che passa dal 2,4 al 3%. Male Impegno civico: appena lo 0,5%. Luigi Di Maio, sconfitto dal pentastellato Sergio Costa nel collegio di Napoli Fuorigrotta Camera, resta fuori dal Parlamento.

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