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Effetto Covid-19 in Germania. Il Punto di Mennitti

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Che cosa succede in Germania con il Covid-19? Fatti, numeri e commenti nell’approfondimento di Pierluigi Mennitti da Berlino 

Il ministro dell’Interno Horst Seehofer non stringe più la mano. E per evitare che il suo interlocutore se la prenda a male, assicura personalmente ogni volta che non si tratta di scortesia, ma di una misura per evitare il contagio da Covid-19. Lo ha detto con l’aria di chi racconta una bagatella a un giornalista della Bild am Sonntag, l’edizione domenicale del tabloid popolare. Non siamo ancora ai topi vivi di Luca Zaia, ma è l’indizio che anche in Germania per i politici è difficile mantenere la barra dritta.

La gestione tedesca della crisi era iniziata la scorsa settimana all’insegna di una comunicazione seria e concreta, affidata agli scienziati del Robert Koch Institut e gestita dai due ministri competenti, quelli degli Interni Seehofer e della Sanità Jens Spahn. Opinione pubblica informata con toni pacati, istruita su cosa fare e soprattutto cosa non fare. E invece in appena quattro giorni, in parallelo con l’esplodere del numero dei contagiati, sono sbocciati esperti con previsioni catastrofiche, si è levata qualche critica al governo (l’Handelsblatt ha stigmatizzato il silenzio della cancelliera, sostenendo che dovrebbe avocare a sé la gestione della crisi), i supermercati sono stati presi d’assalto, non si trova più un disinfettante e le autorità hanno preso misure straordinarie che all’inizio avevano categoricamente escluso. Come l’annullamento della fiera internazionale del turismo di Berlino Itb, la più grande del mondo, che avrebbe dovuto aprire i battenti mercoledì prossimo.

CONTAGI IN CRESCITA, OLTRE 130 CASI, EPICENTRI A OVEST E A SUD

Prima di tutto i numeri, in continua evoluzione. I casi di contagi in Germania sono saliti a oltre 130 in ben 10 regioni. L’ultimo registrato in nottata riguarda la capitale Berlino. Ma i focolai più consistenti sono all’ovest e al sud: Nordreno-Vestfalia (74), Baden-Württemberg (25) e Baviera (23, di cui 14 guariti). In quest’ultimo Land, che a fine gennaio aveva registrato i primi casi tedeschi di coronavirus (sono i 14 guariti), il nuovo contagio di un operaio dell’azienda Dmg Mori ha costretto gli altri 1600 lavoratori all’isolamento a casa per motivi precauzionali. In Nordreno-Vestfalia invece si teme che non sia ancora passato il pericolo di contagi contratti durante le manifestazioni del carnevale. Ma ormai, a inseguire i numeri, si rischia di restare indietro nel conteggio ora dopo ora. Sono i rischi per i bambini in asili e scuole ad allarmare maggiormente. Ai quattro bimbi dell’asilo nel distretto di Heinsberg, dove lavorava un’educatrice tra le prime a essere risultata contagiata, non si deve per fortuna aggiungere nessuno dei 185 scolari della scuola elementare di Bonn, chiusa lo scorso venerdì dopo che un addetto era risultato positivo al virus: i loro test sono tutti negativi. Così come negativo è il risultato del test su una studentessa di una scuola di Aachen, bloccata ieri sul bus della gita scolastica assieme alla sua classe al confine con l’Austria, dopo che l’autista aveva segnalato una sua lieve indisposizione: si trattava di un semplice raffreddore, ma la comitiva è stata rispedita indietro dalla polizia di frontiera austriaca. La stampa locale però rimbalza diverse notizie di asili e scuole in varie parti della Germania temporaneamente chiuse perché insegnanti o educatori (o loro familiari) sono risultati positivi al virus: gli istituti resteranno chiusi per giorni o settimane, a seconda delle valutazioni degli organi di crisi locali.

UNA GEOGRAFIA DEL CONTAGIO CHE RICALCA LA GERMANIA AI TEMPI DEL MURO

Fino al caso berlinese di questa notte, la mappa tedesca del contagio da Covid-19 sembrava una cartina politica vintage, ripresa dai tempi della divisione del paese: tutti i casi erano concentrati nei Länder occidentali, mentre l’ex Ddr appariva miracolosamente immacolata. Berlino ha rotto l’illusione che in qualche modo di fosse creato un muro sanitario lungo quel confine dove prima vi era il muro di cemento. E ora le autorità sanitarie stanno cercando di ricostruire i contatti avuti dalla persona contagiata: in una città di quasi 4 milioni di abitanti, caratterizzata da una vita sociale intensa, la comparsa del virus desta più grandi preoccupazioni. Ma per restare a est, anche la Turingia ora segnala dei casi sospetti che saranno accertati nelle prossime ore. E a ore sono attesi i risultati dei test sui lavoratori del parco di divertimenti Tropical Island in Brandeburgo, frequentato una settimana fa da un turista tedesco poi risultato contagiato.

Ci sono anche notizie positive sul piatto della bilancia: al momento solo uno dei primi casi, il marito dell’educatrice in Nordreno-Vestfalia, è in condizioni considerate ancora critiche. Il ministro Spahn ha detto che nell’80% dei casi i sintomi sono lievi o moderati o addirittura assenti. I 14 casi originari in Baviera sono tutti guariti. Nel distretto di Heinsberg, il focolaio iniziale in Nordreno-Vestfalia, circa 700 persone del migliaio di partecipanti al carnevale di Gangelt hanno concluso la quarantena e possono tornare alla vita ordinaria: gli altri (soprattutto bambini e loro familiari) dovranno pazientare sino alla fine di questa settimana.

SI TEME UN PICCO DI INFEZIONI: PIANI STRAORDINARI PER LA CAPACITA’ OSPEDALIERA

Christian Drosten, virologo della Charité di Berlino, il più grande complesso ospedaliero della capitale, stima che il 60-70% della popolazione tedesca possa venire contagiato dal virus: solo non sappiamo in quale arco di tempo, ha aggiunto, la diffusione può prolungarsi anche per due anni o di più. Problemi possono sorgere se il contagio colpisse molte persone in un tempo ristretto, per questo le misure in campo devono mirare a individuare subito i focolai e rallentare l’espansione.

Gli esperti si attendono tuttavia proprio in questa settimana un ulteriore aumento dei contagi. “E più alto è il numero delle infezioni, maggiore è la probabilità che aumentino anche i casi gravi, le infezioni polmonari e con esse anche il numero dei decessi”, ha ammonito Spahn. Le misure adottate la scorsa settimana restano le linee guida anche per i prossimi giorni. Con le casse mediche è stata definita una copertura “generosa” dei costi dei tamponi: meglio cento prove di troppo che una di meno, è il messaggio che titolare della Sanità ha lanciato.

Sotto osservazione la capacità dei reparti di terapia intensiva e le aree di isolamento negli ospedali. Ci si prepara all’eventualità di un picco di ricoveri. Sono 28.000 i posti letto di terapia intensiva disponibili in tutta la Germania, i piani di pandemia prevedono l’adozione di misure straordinarie, come il posticipo di operazioni programmate ma non inderogabili, in modo da riservare la capacità ai contagiati gravi e la trasformazione di normali camere ospedaliere in spazi di isolamento.

Tutte le strategie mirano al contenimento dell’epidemia, per evitare un picco di casi che possa mandare in tilt le strutture sanitarie. In assenza di vaccino, l’obiettivo è arginare la diffusione e spalmarla in tempi più lunghi, ha detto Seehofer, per il quale il vaccino arriverà probabilmente entro la fine dell’anno. Per raggiungere questo obiettivo, il governo non esclude più misure estreme come l’isolamento di quartieri, città o addirittura regioni qualora se ne presentasse la necessità. Era un provvedimento scartato ancora qualche giorno fa, ma la dinamica di diffusione del virus ha fatto cambiare idea: si tratta comunque di un’ultima ratio, ha concluso il ministro dell’Interno. Per ora ci si limita alla chiusura preventiva di asili e scuole e a misure locali e specifiche (come la chiusura di aziende o la quarantena imposta a specifici gruppi di persone).

MANIFESTAZIONI PUBBLICHE E TRASPORTI

Per quanto riguarda le manifestazioni pubbliche, resta in piedi il dialogo costante fra centro di crisi, autorità locali e organizzatori degli eventi. Bisognerà seguire lo sviluppo dell’emergenza per capire se, dopo la fiera del turismo, altre grandi fiere subiranno la stessa sorte. Per il momento Lipsia ha confermato lo svolgimento della fiera del libro (la seconda più grande del paese) per la prossima settimana. Quanto alle manifestazioni sportive, per il momento i campionati non subiscono variazioni, ma si naviga a vista.

Restano in piedi le disposizioni sui viaggi in Germania. Chi proviene da aree di rischio (Cina, Corea del Sud, Italia, Iran, Giappone) deve fornire stato di salute e indirizzo di permanenza in Germania 8in modo da essere rintracciati in caso di necessità) attraverso questionari distribuiti in aerei, navi, treni e autobus. Ma testimoni diretti rivelano di non aver subito controlli di alcun genere all’arrivo negli aeroporti.

Le ferrovie stanno invece studiando un piano speciale per affrontare la crisi, dal momento che ogni caso sospetto su un treno provoca automaticamente il suo blocco, con conseguenze disastrose per la circolazione sull’intera rete nazionale. Nei giorni scorsi diversi convogli, treni veloci come regionali, sono stati fermati perché passeggeri manifestavano sintomi di contagio.

GLI ESPERTI ECONOMICI CHIEDONO AL GOVERNO UN PIANO CONGIUNTURALE

Infine l’economia. Sul lato imprenditoriale, le aziende stanno prendendo autonomamente iniziative per arginare il rischio di contagio dei propri dipendenti. In molte imprese aumentano spazi e tempi per l’homeworking mentre quelle che hanno intensi rapporti di affari con il Nord Italia hanno sospeso i viaggi in quelle zone a rischio optando, quando possibile, per le teleconferenze.

Dal canto suo il governo ha iniziato a individuare misure di sostegno per le imprese, i ministri di Finanze e Industria stanno studiando un pacchetto di strumenti. Il titolare delle Finanze Olaf Scholz ha detto che, se la situazione dovesse peggiorare, ci sono i mezzi finanziari per lanciare un programma congiunturale. Se n’era già parlato un anno fa, quando l’economia tedesca aveva mostrato i primi segnali di rallentamento. Misure che gli esperti economici consigliano. Marcel Fratzscher del Diw di Berlino ritiene che un intelligente programma congiunturale possa riportare fiducia sia fra i consumatori, oggi spaventati come dimostra il fenomeno dell’accaparramento di generi alimentari nei supermercati, che fra le imprese. Per Clemens Fuest dell’Ifo di Monaco, il governo deve facilitare i finanziamenti per il lavoro breve e l’erogazione di crediti per evitare che falliscano imprese solide ma colpite dalle conseguenze dell’epidemia.

(articolo aggiornato alle ore 10 del 2 marzo 2020)

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