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Economia

Putin può davvero russare per l’economia russa?

L'economia della Russia va meglio del previsto e il Cremlino esulta. Ma lo scenario, in verità, non è così positivo: tutti i dettagli.

Al Cremlino c’è gran fermento, e forse pazza gioia, per una performance dell’economia che anche l’Fmi ha certificato essere robusta e superiore alle aspettative. Ma come avvisano alcuni economisti, non è oro tutto quel che luce perché dietro la crescita c’è quel boom della produzione bellica che non si sta riverberando sulle condizioni di vita dei cittadini. E all’orizzonte si intravvedono nubi fosche.

L’amarezza di Borrell

“La loro economia è più resiliente però di quanto ci aspettavamo: dobbiamo affrontare la realtà per quella che è”. L’ammissione a denti stretti dell’Alto rappresentante Ue Josep Borrell rivela lo stato d’animo di molti di fronte ai nuovi dati Fmi da cui emerge, scrive il Financial Times, che “l’economia della Russia si espanderà quest’anno molto più rapidamente di quanto ci si attendeva”.

Nuove stime

Aggiornando le sue precedenti previsioni di ottobre, l’organismo finanziario con sede a Washington ha fissato al 2,6% la crescita attesa quest’anno del Pil russo, che dovrebbe aumentare a un ritmo addirittura doppio rispetto a quanto stimato quattro mesi fa.

Si tratta di un dato assai più roseo di quello della Banca Mondiale, che all’inizio dell’anno stimava all’1,3% l’incremento di quest’anno.

Crescita record?

Quel surplus di crescita di ben 1,5 punti percentuali è addirittura il più robusto di tutte le economie del mondo valutate dal World Economic Outlook che l’Fmi ha reso noto martedì. Ed è anche più alto di quanto abbiano stimato le stesse autorità russe: il Ft ricorda che la Banca Centrale a novembre aveva stilato previsioni di crescita per il 2024 comprese tra lo 0,5 e l’1,5%.

Il capo economista Fmi Pierre-Olivier Gourinchas avverte che le proiezioni del Fondo sono “in un certo senso provvisorie” perché si attende di validare le statistiche ufficiali di Mosca. E il ministro russo dell’Economia è del parere che la crescita del Pil quest’anno sarà più contenuta, ossia massimo del 2,3%.

Meglio di quanto aspettavamo

Resta che “l’economia russa sta facendo meglio di quanto aspettavamo”, commenta Gourinchas per il quale comunque, ammonisce, la crescita economica si affievolirà nel lungo termine e risulterà inferiore rispetto a prima dell’invasione dell’Ucraina.

Putin gongola

A cantare vittoria naturalmente è quel capo del Cremlino che parla di un “risultato sbalorditivo” che potrebbe celare addirittura, parole sue, “un’ulteriore crescita del Pil” che secondo lui potrebbe superare il 4%.

E questo, gongola, nonostante “ci stiano pressando su tutti i lati”. Il suo entusiasmo è tale, osserva Reuters, da indurlo a dichiarare che il suo Paese ha ormai margini sufficienti per emanciparsi da quell’Occidente che ha tentato di strangolarlo con le sanzioni.

In un comunicato il Cremlino sostiene che dietro l’ottima performance economica ci siano soprattutto “i consumi interni e la domanda di investimenti” in settori come l’industria, le costruzioni l’agricoltura, il turismo e il trasporto merci.

E c’è chi, come la governatrice della Banca Centrale Elvira Nabiullina, ha già visto alle porte un “surriscaldamento”.

La verità

Mercoledì anche il Servizio statistico Rosstat ha diffuso le sue stime sulla crescita che fissa al 3,6%, come riportato da Reuters che tuttavia raccoglie i dubbi di alcuni economisti sull’effettivo impatto di tale crescita sugli standard di vita dei cittadini.

Per uno di loro, Sergej Khestanov, quel boom è l’effetto di quello degli armamenti, ossia “di un processo da cui l’economia civile riceve ben poco beneficio. “Anche l’Unione Sovietica produceva tanti tank e missili, ma la gente comune non lo avvertiva”.

Il riscontro lo fornisce il russo Centre for Macroeconomic Analysis and Short-term Forecasting (CAMAC), che ha calcolato che il 60-65% del surplus di produzione industriale registrato negli ultimi due anni è legato alla guerra in Ucraina.

Impatto limitato

La Russia, spiegano sempre a Reuters altri economisti, sta pompando l’economia con “investimenti una tantum e improduttivi che generano limitati benefici futuri”.

“Per dirla in modo brutale – spiega Aleksandra Suslina – la produzione per il complesso militare-industrial implica gettare soldi fuori dall’economia”, ossia in beni come “tank e bombe che vengono usati una volta sola e non si riverberano sull’economia”.

Nuvole nere

Lo stesso Fondo monetario, ricorda Reuters, stima che nel 2025 l’economia russa crescerà solo dell’1,1%.

“Non credo”, spiega Yevgeny Nadorshin, capo economista di PF Capital, “che l’attuale crescita economica sia duratura o di qualità. Al contrario la vedo come il preludio ad un’incipiente crisi economica”.

Sarebbe la prima dal 2004 e, sottolinea l’economista, “potrebbe non avere nemmeno bisogno di uno choc esterno”.

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