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Ecco l’agenda programmatica di Gentiloni a Bruxelles dettata da von der Leyen

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Che cosa ha messo per iscritto il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, al commissario designato agli affari economici Paolo Gentiloni.

 

Web tax europea entro fine 2020 se non si raggiunge un’intesa in ambito Ocse. Carbon tax e stop ai sussidi ai combustibili fossili. Base imponibile europea per le società e semplificazione dei sistemi fiscali. Regime Iva a prova di frode e piena attuazione del codice doganale dell’Unione. Maggioranza qualificata nelle decisioni fiscali. Sono alcuni dei punti principali che emergono dalla lettera d’incarico della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen al commissario designato agli affari economici Paolo Gentiloni.

ECCO I PUNTI DETTATI DA VON DER LEYEN A GENTILONI

All’ex primo ministro italiano viene dunque chiesto, tra l’altro, di proporre uno schema di carbon tax europea alle frontiere, che interesserebbe i prodotti importati dai paesi che non hanno un mercato delle quote CO2 come l’Ets europeo.

DOSSIER CARBON TAX

Per von der Leyen, ma anche per Francia, Germania, Svezia, Olanda e think tank europeisti come il Jacques Delors Institute la carbon tax alle frontiere è «uno strumento chiave per evitare la delocalizzazione» delle imprese garantendo «che le società dell’Ue possano competere su un piano di parità» con i partner commerciali extra Ue.

NEW DEAL VERDE

La tassa dovrebbe essere pienamente conforme alle regole Wto e diventare uno dei pezzi più importanti del New Deal verde, annunciato già prima della sua elezione in luglio come uno dei pilastri del programma della Commissione von der Leyen. «La fiscalità deve svolgere un ruolo centrale nel Green Deal europeo», scrive l’ex ministro tedesco di affari sociali e difesa nella sua lettera a Gentiloni. Una missione che passerà per «la revisione della direttiva sulla tassazione dell’energia per porre fine ai sussidi ai combustibili fossili».

DOSSIER DIGITALE

Gli altri grandi pilastri dell’Esecutivo Ue dei prossimi cinque anni sono il digitale, e l’economico-sociale. Sul primo aspetto, la prossima Commissione dovrebbe rompere gli indugi sulla tassazione dei colossi dell’economia digitale. La strada maestra è sempre lavorare con i partner dell’Ocse, da diversi anni impegnata su questo fronte. Ma se entro la fine del 2020 l’organizzazione con sede a Parigi non sarà riuscita a mettere d’accordo i suoi 35 membri, il commissario italiano dovrebbe «presentare una proposta per un’equa imposta digitale europea». Importante sarà anche la digitalizzazione completa del codice doganale dell’Ue.

DISOCCUPAZIONE E DINTORNI

Per quanto riguarda il pilastro sociale, Gentiloni ha l’incarico di pensare a un sistema Ue di assistenza alla disoccupazione, e di assicurare «l’applicazione del patto di stabilità e crescita, utilizzando la piena flessibilità consentita dalle norme» per «raggiungere una posizione fiscale più favorevole alla crescita nell’area dell’euro».

SEMPLIFICAZIONI FISCALI

Nel programma c’è anche la prosecuzione degli sforzi di semplificazione dei sistemi fiscali, e per «trasformare in realtà» una base imponibile consolidata comune per le società come strumento anti-elusione, obbligatoria per i grandi gruppi multinazionali.

(estratto di un articolo pubblicato su Italia Oggi)

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