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Ecco il macigno che impedisce l’eventuale rinvio delle elezioni regionali

di

Casellati Papetee

Le elezioni suppletive in Umbria lo scorso marzo sono un precedente istituzionale e politico: un macigno per impedire l’eventuale rinvio delle regionali previste per settembre.

 

L’Umbria è piccola, anzi piccolissima. Seppur, da cuore verde d’Italia (slogan coniato dalla sinistra), importantissima e simbolica per tante cose, politiche perché ex roccaforte rossa, di arte e cultura, dagli etruschi a Giotto o ai dipinti del “Sor Luca”(Signorelli) ,”Il Perugino” e “Il Pinturicchio”. La regione-scrigno con il numero più alto di opere d’arte per km quadrato.

Ok, per alcuni saranno bazzecole. E pietà, pietà, pietà per chi non li ama, come la canzone. Ma, di grazia, perché ora, che senza colpo ferire si tira fuori sui media l’ipotesi insistente di rinviare le elezioni regionali di settembre, nessuno ricorda gli umbri mandati al voto l’8 marzo scorso, collegio Umbria/2, praticamente metà regione, per le Suppletive, ultime elezioni finora svoltesi in Italia?

Picco alto Covid, entrate in funzione proprio allora prime misure, elettori alle urne con guanti, gel, amuchina. Tutto funzionò alla perfezione. Umbri pragmatici, efficienti da sempre.

La senatrice della Lega, candidata di tutto il centrodestra, Valeria Alessandrini, che ha sostituito a Palazzo Madama la presidente dell’Umbria Donatella Tesei, vinse più o meno con le stesse alte percentuali regionali del 27 ottobre shock per sinistra e 5s.  No news su giornaloni, forse solo su StartMag.

In proporzione, Alessandrini, sempre candidata Lega per il centrodestra, vinse, rispetto a Roma, con tanto propagandata elezione suppletiva di Roberto Gualtieri (ministro Economia, Pd) con percentuale, bassa per condizioni proibitive 8 marzo, ma più alta : quasi 15 per cento corpo votante nel collegio Umbria/2.

Corso Cavour e Via Duomo a Orvieto, alle 18, la cronista ancora ricorda, anche perché proprio in quelle ore morì (non di Covid) l’amico di una vita, Gianni Marchesini, fratello della più famosa Anna.

Alcuni, confusi da tv, avevano capito che elezioni rinviate come referendum taglio parlamentari. Si precipitarono poi di corsa alle urne. Resta gravissima la lacuna informativa. Altri, più “smagati”: “Già votato, questi ci hanno provato perché hanno bisogno di senatori come l’aria. Fatto passare tutto sotto silenzio, ma scemi non siamo”. Alcuni, osservatori di sinistra, cazzeggiavano, con amici sui social, su percentuali votanti Umbria/2. Quello però fu il risultato. La mattina dopo caddero dal pero: e però e perché? E Umbria allora irrecuperabile?

Comunque sia, serietà istituzionale vorrebbe che, dopo un precedente così, a settembre non venga spostata la data delle elezioni regionali.

Ne siamo certi, per fiducia nelle Istituzioni e nella Democrazia: il precedente umbro non sfuggirà. È precedente istituzionale e politico.

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