Il presidente americano Donald Trump ieri ha annunciato la sospensione dei dazi che sarebbero dovuti scattare contro la Danimarca e altri sette paesi europei che lo avevano sfidato inviando soldati in Groenlandia, per alzare i costi di un’annessione del territorio sotto sovranità danese. E’ la seconda volta in meno di sette giorni che Trump fa un TACO. “Trump Always Chickens Out”, come dicono gli americani: messo di fronte a un rapporto di forza “Trump se la fa sempre sotto” e fa marcia indietro. Annunciando i suoi dazi sabato 17 gennaio, il presidente americano aveva di fatto rinunciato a usare la forza militare per prendersi la Groenlandia dopo la decisione di alcuni paesi europei di inviare un piccolo contingente militare. Ieri ha rinunciato anche alla coercizione economica, nel momento in cui l’Unione europea sembrava pronta a usare il suo “bazooka”. Il vertice straordinario di questa sera per discutere la risposta a Trump è confermato. Ma il clima sarà molto diverso.
TRUMP VUOLE LA GROENLANDIA, MA NON LA PRENDERÀ CON LA FORZA
L’annuncio di Trump è arrivato a tarda sera dopo una giornata ad alta tensione per il suo discorso al Forum Economico Mondiale. Di fronte alla platea di Davos il presidente americano aveva confermato di non volere usare la forza militare per impossessarsi della Groenlandia, ma ribadito le sue mire. “Ne abbiamo bisogno per sicurezza nazionale strategica e sicurezza internazionale strategica”, ha detto Trump: “Questo è nostro territorio” e “solo gli Stati Uniti possono proteggerla”. Ma Trump ha escluso l’uso della forza militare. “Probabilmente non otterremo nulla a meno che non decida di usare una forza eccessiva, dove saremmo inarrestabili. Ma non lo farò”, ha detto Trump. “Non voglio usare la forza. Non userò la forza”.
LA RETROMARCIA SUI DAZI DOPO L’INCONTRO CON RUTTE
La retromarcia sui dazi è arrivata poche ore dopo, a seguito di un incontro con il segretario generale della Nato, Mark Rutte. “Abbiamo formato un quadro di lavoro di un futuro accordo rispetto alla Groenlandia, e in realtà, all’intera regione artica. Questa soluzione, se sarà raggiunta sarà una grande soluzione per gli Stati Uniti d’America e tutte le nazioni della Nato”, ha scritto Trump sul suo social Truth: “Non imporrò i dazi che dovevano entrare in vigore il primo febbraio”.
UNA MISSIONE PERMANENTE DELLA NATO IN GROENLANDIA
I dettagli dell’accordo con Rutte non sono conosciuti. Ma il quadro di lavoro appare in linea con quella che era la soluzione auspicata dagli europei: un rafforzamento della presenza militare americana e degli altri alleati attraverso una missione permanente della Nato. Il nome c’è già: “Sentinella Artica”. La Danimarca non solo non si è mai opposta, ma ha anche offerto a Trump un maggior accesso alle risorse minerarie della Groenlandia.
“La giornata si chiude su una nota migliore di quando è iniziata”, ha detto il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen. “Accogliamo positivamente che il presidente americano abbia escluso di prendere la Groenlandia con la forza e messo in pausa la guerra commerciale Ora sediamoci e troviamo come possiamo affrontare le preoccupazioni di sicurezza americane nell’Artico rispettando le linee rosse del Regno di Danimarca”.
COSA HA DETTO MELONI
Anche Giorgia Meloni, il presidente del Consiglio italiano, ha tirato un sospiro di sollievo. “Come l’Italia ha sempre sostenuto, è fondamentale continuare a favorire il dialogo tra nazioni alleate”, ha detto Meloni, una dei pochi leader dell’Ue a reagire immediatamente.
UNA MINACCIA IN PAUSA
In realtà, la minaccia di Trump non è scomparsa completamente. Non a caso Rasmussen ha usato la parola “pausa”. L’atmosfera al Consiglio europeo di questa sera sarà più rilassata. Non ci sarà un grande scontro tra la Francia che chiede l’attivazione del “bazooka”, da un lato, e Germania e Italia che preferiscono l’appeasement per paura delle ripercussioni economiche, dall’altro. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, non sarà costretta a fare scelte difficili.
Ma la sfida di Trump rimane, e non solo per la Groenlandia. Il presidente americano continua ad avere nel suo mirino la legislazione digitale e ambientale dell’Ue. Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha scelto di confermare il vertice per avere una discussione strategica sugli sviluppi delle relazioni transatlantiche e le sue implicazioni per l’Ue.
CONTRASTI NELL’UE SUL BAZOOKA
Le divergenze su come rispondere a Trump permangono dentro l’Ue. Costa e von der Leyen ieri hanno usato toni molto diversi davanti al Parlamento europeo. “Siamo pronti a difendere noi stessi, i nostri Stati membri, i nostri cittadini, le nostre aziende, da qualsiasi forma di coercizione. E l’Unione Europea ha il potere e gli strumenti per farlo”, ha detto Costa, facendo eco alla retorica di Emmanuel Macron e altri leader che contestano l’appeasement. “L’Europa preferisce il dialogo e soluzioni – ma siamo assolutamente pronti ad agire, se necessario, con unità, urgenza e determinazione”, ha detto von der Leyen.
Finora la presidente della Commissione ha rifiutato di attivare lo strumento anti-coercizione – il “bazooka” che consente all’Ue di rispondere quando un paese terzo usa la sua forza economica per influenzare le scelte sovrane europee, andando oltre le tradizionali ritorsioni commerciali. Nell’ultimo anno Von der Leyen ha usato la parola “coercizione” parlando di Cina, ma mai di Trump.
(Estratto dal Mattinale europeo)






