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Ecco fini, rischi e incognite dell’intesa Ue sui migranti. Il commento di Gaiani (Analisi Difesa)

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I punti della bozza dell’accordo sui migranti a Malta, gli obiettivi e i prossimi passi secondo Gianandrea Gaiani, direttore della rivista Analisi Difesa: “Temo che l’accordo, da confermare in termini concreti, incoraggi i flussi e non risolva i problemi dell’Italia”.

“L’accordo raggiunto a Malta, tutto da confermare in termini concreti, incoraggia i flussi e i traffici illegali di esseri umani e non risolve i problemi dell’Italia”. E’ tranchant il giudizio di Gianandrea Gaiani, direttore della rivista Analisi Difesa, editorialista di varie testate, oltre ad essere stato consigliere al Viminale con Matteo Salvini proprio sui tema della sicurezza (qui l’approfondimento di Start sui punti della bozza del vertice di Malta sull’immigrazione).

IL COMMENTO SULLA PRE INTESA DI MALTA

Perché un commento così netto? “I trafficanti potranno vendere ai clandestini il “biglietto per la Ue” favorendo un nuovo boom di traffici dalla Libia da dove i flussi si erano affievoliti grazie proprio alla politica dei “porti chiusi” dell’Italia”, dice Gaiani a Start: “La ridistribuzione riguarda solo chi arriva in Italia dopo essere stato soccorso dalle navi Ong e militari, cioè appena il 10 per cento di chi è arrivato in Italia negli ultimi 15 mesi: l’Europa non vuole accollarsi i clandestini che arrivano con barchini e gommoni a Lampedusa”.

I CONSIGLI DI GAIANI

“Invece di arricchire trafficanti e Ong con l’accoglienza in Italia o la ridistribuzione in Europa di clandestini che hanno pagato criminali – consiglia Gaiani, coautore del libro “Immigrazione, la grande farsa umanitaria” sarebbe molto più efficace riportare tutti i migranti illegali soccorsi in mare in Libia (come fa la Guardia Costiera libica che pure è addestrata, equipaggiata e sostenuta dall’Italia e dalla Ue), dove si potrebbero affidare a campi dell’Onu in attesa del loro rimpatrio, come già da anni fa l’Oim che dall’aeroporto Mitiga di Tripoli ha riportato a casa oltre 40mila clandestini fermati dalle autorità marittimi libiche. Con poca spesa si azzererebbero i morti in mare e il business dei trafficanti scoraggiando ulteriori partenze”.

LE CRITICHE

Conclude Gaiani: “L’obiettivo dell’Europa e dell’Italia non sembra quindi essere davvero quello di combattere l’immigrazione clandestina, ma piuttosto di alimentare il business delle lobby dei soccorsi e dell’accoglienza e, con esso, il crimine organizzato che gestisce i traffici di esseri umani”.

L’ANALISI DI DOTTORI

Improntato allo scetticismo, in attesa di vedere l’intesa finale e i risultati, è anche il commento di Germano Dottori, analista ed esperto di geopolitica, docente alla Luiss e consigliere scientifico di Limes: “A Malta è stato raggiunto un accordo potenzialmente molto importante, che prevede l’apertura dei porti ai migranti irregolari e la successiva ripartizione degli arrivi su scala europea, per quote prefissate obbligatorie – ha scritto Dottori .- È da vedere se l’intera UE lo accetterà e se funzionerà. In teoria, potrebbe incentivare i flussi. Ma forse c’è una parte implicita e non visibile dell’intesa, che potrebbe riguardare la Libia”, aggiunge l’ex consigliere dell’ex sottosegretario all Difesa, Raffaele Volpi (Lega).

DOSSIER LIBIA

Chiosa Dottori a proposito della Libia: “Se questo paese venisse infine stabilizzato come desiderano i francesi e, con loro, egiziani, emiratini, sauditi e, forse, russi ed americani non è da escludere che sia finalmente possibile chiudere i rubinetti. Il prezzo da pagare sarebbe il consolidarsi della supremazia mediterranea della Francia. Vediamo, sono solo ipotesi che affiorano a caldo nella mia testa…”.

IL POST DI NEGRI

Disincantato, con tendenza allo scetticismo, il post di Alberto Negri, già inviato di esteri al Sole 24 Ore e ora editorialista del manifesto: “Il principio che chi sbarca in Italia o Malta sbarca in Europa viene subito edulcorato. Redistribuiscono tra Paesi europei i migranti salvati dai naufragi, ma solo in parte e in base a quote da definire, non quelli sbarcati in autonomia che sono la maggior parte. Il ministro dell’Interno Lamorgese intanto dice che “la guardia costiera libica fa un buon lavoro”. Anche il generale Haftar che ha ripreso a bombardare vicino a Tripoli “fa un buon lavoro”. Di stabilizzare la Libia, la chiave geopolitica della questione, non se ne parla proprio”.

IL TWEET DI BACCARO (CORRIERE DELLA SERA)

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