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Ecco come l’impaurita Svezia pensa ora al lockdown anti Coronavirus

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Retromarcia allo studio in Svezia rispetto alle prime indicazioni del governo socialdemocratico sulle misure anti Coronavirus

Allarme Coronavirus in Svezia.

Con la situazione in progressivo peggioramento, il governo a guida socialdemocratica della Svezia ha chiesto maggiori poteri nel caso si rendesse necessaria una chiusura temporanea di aeroporti, parte del trasporto pubblico, negozi e bar. L’opposizione è critica ed è probabile che il Parlamento manterrà l’ultima parola sulle eventuali restrizioni, ma il dibattito in corso sembra suggerire che il clima nel Paese sia cambiato.

LE NOTIZIE ALLARMANTI IN SVEZIA

Stanno allarmando in particolare le notizie diffuse dalla tv privata Svt Tv, sulla grave situazione negli ospizi attorno a Stoccolma. I cui responsabili hanno dovuto ammettere che almeno 250 pazienti anziani sono stati contagiati e 50 di loro sono morti.

I NUMERI SUL CORONAVIRUS IN SVEZIA

Al momento la Svezia, con circa 10 milioni di abitanti, conta 6.443 contagiati e 358 decessi, riporta Repubblica. E venerdì scorso il premier socialdemocratico in persona, Stefan Löfven, è passato dall’attendismo tranquillo a toni allarmati in un’intervista pubblicata dal quotidiano Dagens Nyheter, uno dei più autorevoli media. “La situazione è tale che il Paese deve prepararsi ad avere migliaia di morti”, aveva detto.

L’APPELLO DEI MEDICI

Ha spaventato soprattutto la lettera-appello all’opinione pubblica, firmata da ben 2 mila medici, tra cui il presidente della Fondazione Nobel, Carl-Henrik Heldin. Secondo il testo, misure rigide come quelle adottate dai paesi vicini – Norvegia, Danimarca e Finlandia – e da altri governi europei sono urgenti e indispensabili.

L’ISTITUTO

“Il laissez-faire scelto finora dal governo, se non si cambia strada, ci porterà alla catastrofe”, ha sottolineato la professoressa Cecilia Söderberg-Nauclér, epidemiologa del Karolinska Institutet, massimo centro di ricerca svedese paragonabile al Robert-Koch-Institut tedesco o all’Institut Pasteur francese. E ha aggiunto: “Non effettuiamo abbastanza test né tracking di pazienti positivi o malati, non stiamo rallentando il contagio, gli stiamo lasciando campo aperto, se si continua così il governo di fatto sceglierà di lasciar morire la gente, pur senza parlare di selezione naturale. I dati già segnalano un aumento dei contagi che può divenire più veloce che in Italia”.

LA CRITICA

Il professor Sten Linnarsson del Karolinska Institutet, uno dei poli medici universitari più importanti del mondo, ha paragonato l’approccio del governo a “lasciar bruciare la cucina e intervenire più tardi, con il rischio che nel frattempo vada a fuoco tutta la casa”.

LE PAROLE DELL’AMBASCIATORE

Ha rivelato l’ambasciatore italiano in Svezia, Mario Cospito: “I nostri connazionali hanno l’angoscia di non ricevere adeguate cure nel caso si manifestino sintomi tipici del Covid-19 in quanto in Svezia si viene testati solo quando si è ricoverati in ospedale: cosa che avviene in presenza di sintomi gravi e manifesti”.

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