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Ecco come l’immigrazione ha cambiato la Spagna. Report Ft

Gli effetti dell'immigrazione in Spagna su economia e politica. L'articolo del Financial Times tratto dalla rassegna di Liturri

 

(Financial Times Europe, Barney Jopson, Alan Smith e Irene de la Torre Arenas, 07 May 2026)

Da quando Pedro Sánchez ha aperto le porte dell’immigrazione, la popolazione straniera della Spagna è aumentata di circa 665.000 persone all’anno, passando da uno su venti residenti a quasi uno su cinque. Questo afflusso ha alimentato la crescita economica più rapida tra le grandi economie avanzate, con la Spagna responsabile di un quarto dei nuovi posti di lavoro creati nell’Ue dal 2020, di cui il 70% occupati da immigrati, soprattutto latinoamericani. Il fenomeno ha dato nuovo vigore a un Paese con bassissima natalità, ma ha anche acuito tensioni su alloggi, servizi pubblici e coesione sociale.

Il boom migratorio ha trasformato interi quartieri e settori come turismo, ristorazione e edilizia, dove gli stranieri colmano la carenza di manodopera locale. Tuttavia ha aggravato la crisi abitativa, con un deficit di 700.000 case nell’ultimo decennio e affitti in forte aumento, soprattutto a Madrid e Barcellona. Molti giovani spagnoli restano a casa dei genitori oltre i 30 anni, mentre gli immigrati spesso vivono in condizioni precarie o condividono appartamenti sovraffollati.

Sul piano politico l’immigrazione è diventata una delle questioni più divisive. Vox cavalca il malcontento con toni allarmistici, mentre il governo Sánchez difende una politica aperta, culminata nell’ultima amnistia per mezzo milione di irregolari. Se da un lato gli immigrati contribuiscono alla crescita e pagano tasse, dall’altro l’opinione pubblica percepisce crescenti problemi di convivenza e pressione sui servizi, con il rischio che il tema domini la campagna per le elezioni del 2027.

1. Immigrazione record in Spagna

«La popolazione nata all’estero è passata da uno su venti residenti a quasi uno su cinque in meno di un quarto di secolo, una proporzione superiore persino a quella degli Stati Uniti. Dal 2022 la Spagna ha registrato un aumento medio annuo di 665.000 stranieri, pari a una città grande come Málaga ogni anno.»

2. Crescita economica trainata dagli immigrati

«Dal 2020 la Spagna ha creato un quarto dei nuovi posti di lavoro dell’Ue. Il 70% di questi impieghi è andato a immigrati, soprattutto in settori come alberghi, bar e ristoranti, che hanno generato 350.000 nuove posizioni. Gli stranieri colmano la carenza di manodopera in lavori che molti giovani spagnoli rifiutano.»

3. Tensioni su alloggi e servizi

«Negli ultimi dieci anni si sono formate 700.000 famiglie in più rispetto alle case costruite. Gli affitti sono aumentati del 39% dal 2021 al 2025 a livello nazionale e del 59% nella regione di Madrid. Molti immigrati vivono in appartamenti sovraffollati o su divani di parenti, mentre i giovani spagnoli restano a casa dei genitori oltre i 30 anni.»

4. Immigrazione come arma geopolitica

«“La Cina, come l’Ue, sa che c’è una mucca in ogni comune e un maiale in ogni parrocchia. Molti leader Ue dipendono dal voto rurale o ne hanno paura… Nel breve termine questo dà alla Cina una certa leva”.»

5. Dibattito su criminalità

«“Non c’è una relazione diretta tra criminalità e nazionalità o gruppo etnico. Ciò che gli studi accademici mostrano altrove è che i tassi di criminalità sono correlati con l’età e i fattori socioeconomici, e gli immigrati a Mataró tendono a essere giovani e poveri”.»

(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)

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