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Cosa può fare il ministero del Turismo

Massimo Garavaglia Turismo

Il blog “Economia del gusto” di Gianandrea Abbascià

 

L’aver avviato una riorganizzazione, dando vita ad un ministero dedicato, è un primo importante segnale che dà già il senso di un approccio pragmatico e operativo verso il aurismo. È necessario però essere rapidi ed efficienti nelle azioni da mettere in campo, sin da subito.

Con il nuovo Ministero del Turismo si potranno definire mirate linee guida, operative e strategiche. Servirà poi, però, una vera e propria riorganizzazione dell’intero assetto operativo.

In questa fase agire con decisione è importante. Azioni concrete, rapide e immediate sono doverose anche sul fronte ristori; azioni che possano servire a tenere in vita l’Attività ed essere pronte a ripartire con la riapertura, senza doversi incamminare già con l’affanno.

Di AgeNT ne avevo già parlato in passato. È opportuno ora che una Agenzia, un Ente, chiaramente a diretto riporto del nuovo ministero, diventi la macchina operativa del Turismo, che operi attivando tavoli di lavoro coinvolgendo i differenti Player, in coordinamento anche con Mise, Mef nonché il Ministero per gli Affari Regionali.

È altresì evidente, guardando anche al passato, che questi “tavoli” dovranno interessare realtà che possano supportare a livello strategico, e internazionale, le azioni da intraprendere, quali Ice, Invitalia, AssocamerEstero, Componenti delle associazioni di categoria che rappresentano i principali player (agroaliomentare, alberghi, trasposti, attività balneari, etc).

Da coinvolgere anche il Cts, Comitato tecnico scientifico, proprio per la delicata fase il cui ci troviamo, per poter adottare un piano di sicurezza condiviso a tutti i livelli. Azioni in ordine sparso, benché di qualità, in questa fase, possono essere un inutile spreco. Serve una macchina operativa che dovrà occuparsi di un Piano Nazionale del Turismo, coordinato, per concentrare le energie a supporto del Comparto e del Sistema Paese. Non da meno un Piano di comunicazione univoco che racconti l’Italia all’Estero, che parli della sicurezza dei nostri territori e della garanzia di qualità; un Piano che avrà anche il nobile compito di rafforzare il brand “Italia” e il “Made in Italy”.

Nel nostro Paese turismo e agroalimentare – una delle principali identità del Made in Italy, ad esempio –  presentano una sempre maggior consolidata relazione; settori che stimolano la crescita economica, anche verso il connesso indotto. È importante quindi che si pensi anche a pianificare in modo strutturato l’utilizzo dei fondi europei, con progetti solidi e che abbiano capacità di produrre redditività nel tempo. È una vera opportunità per gli operatori turistici, ma anche per quegli enti pubblici e privati che operano in tale contesto.

L’estate è ormai alle porte e, benché il turismo non è solo fatto di estate, la stagione estiva è inevitabilmente il punto cruciale per tutti i bilanci. Considerando anche l’anno trascorso, tra chiusure e restrizioni, il desiderio di relax e svago sarà tanto.  Per consentire spostamenti in sicurezza, tutelando la salute, l’Ue sta cercando di mettere in campo alcune misure comuni in modo tale che tutti gli Stati membri possano adottarle in maniera univoca. È fondamentale scommettere sul turismo includendolo nei loro piani di ripresa economica dei Paese, il tutto con forte attenzione alla sicurezza sanitaria.

Il turismo vale e pesa circa il 10% del Pil dell’intero Pianeta; nonostante la catastrofica situazione economica è uno dei settori che presenta, per il prossimo futuro, previsioni di crescita importanti.

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