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Germania e Francia si strattonano su economia e conti, tutti i dettagli

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Gli ultimi dati della Germania con il calo dell’export. La prospettiva di una recessione tecnica per Berlino. La flemma del governo tedesco rimbrottata dalla Francia. Numeri, fatti e commenti

Continuano le pessime notizie sulle condizioni macroeconomiche della Germania, che è sull’orlo della recessione tecnica. E anche per questo iniziano a serpeggiare malumori anche negli altri Stati europei, che accusano Berlino di una politica economica ancora molto restrittiva che non consente all’Europa di uscire dalla sacca recessiva. Ecco le ultime novità a partire dai dati odierni.

CHE COSA MOSTRANO I DATI ODIERNI SULLA GERMANIA

La Germania ha registrato un avanzo commerciale di 16,2 miliardi di euro in agosto, in calo rispetto a luglio, soprattutto a causa di una netta diminuzione delle esportazioni. Il confronto con agosto 2018 mostra un forte impatto delle tensioni commerciali, mentre a luglio avevano pesato meno: le esportazioni sono diminuite del 3,9% su base annua, mentre le importazioni sono scese del 2,7 per cento.

ECCO LE REAZIONI TEDESCHE

In Europa si sbuffa per la flemma tedesca in politica economica nonostante i dati. Così la Germania si difende dall’accusa di fare poco per la crescita dell’Eurozona. Berlino, ha detto due giorni il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz, «attua una politica finanziaria espansiva: abbiamo livello di investimenti record, abbiamo introdotto una spinta aggiuntiva legata alla lotta al cambiamento climatico in Germania, in Europa e nel mondo». Il ministro, a margine dell’Eurogruppo, ha aggiunto: «Ci sono 150 miliardi di euro extra che verranno allocati nei prossimi 10 anni, e questi verranno aggiunti agli investimenti che abbiamo già reso disponibili per ulteriori opportunità di crescita. Tutti gli economisti concordano sul fatto che la politica espansiva in Germania ha prodotto più dello 0,5% di crescita».

GLI SBUFFI FRANCESI CONTRO LA GERMANIA

La linea tedesca non convince però quasi nessuno. Il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire ha ricordato, con un chiaro riferimento proprio alla Germania, che i Paesi dell’Eurozona che hanno «spazio di bilancio devono investire», per contrastare il «rallentamento» dell’economia. «La preoccupazione maggiore dovrebbe essere la crescita», ha sottolineato. «Vogliamo davvero dichiararci soddisfatti di una crescita poco sopra l’1%? Tutti dovrebbero essere insoddisfatti di questo livello e tutti dovrebbero condividere le preoccupazioni sulle prospettive che abbiamo di fronte: c’è il rischio di avere un rallentamento nel 2020. Ce lo dicono l’Ocse e l’Fmi: che aspettiamo per agire?».

L’APPELLO ALLA GERMANIA

Un appello è stato rivolto anche ai Paesi più deboli: «Bisogna che gli Stati che devono mettere in sesto le finanze pubbliche lo facciano. Quelli che devono migliorare la competitività devono adottare riforme strutturali». Ma la conclusione di Le Maire è di nuovo rivolta alla Germania: «Bisogna che gli Stati che hanno lo spazio di bilancio, grazie agli sforzi fatti in passato, investano e sostengano la crescita dell’area euro, dove dobbiamo essere tutti solidali». Il tema è stato affrontato nell’Eurogruppo anche in seguito a un’analisi della Commissione Ue che, seguendo gli avvertimenti del presidente Bce Mario Draghi, ha invitato ad agire i Paesi con spazio fiscale.

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