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Ecco come e perché Trump trumpeggerà su Deutsche Bank

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Deutsche Bank Germania

Che cosa succede tra Trump e Deutsche Bank. Fatti, nomi e indiscrezioni

 

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, la sua società e tre dei suoi figli – Donald Jr., Erik e Ivanka – hanno citato in giudizio le banche Deutsche Bank e Capital One per impedire loro di consegnare i registri finanziari richiesti dalle commissioni del Congresso. Lo riportano i media statunitensi, spiegando che questo è il secondo tentativo del Tycoon di impedire alla Camera dei rappresentanti, guidata dai democratici, di indagare sulle finanze di famiglia.

I registri sono stati richiesti il mese scorso dal Comitato di intelligence e dal Comitato finanziario, che stanno indagando sugli affari finanziari del presidente, compresi i collegamenti con la Russia.

“Le citazioni sono state emesse per molestare il presidente Donald Trump, per frugare in ogni aspetto delle sue finanze personali, elle sue attività e delle informazioni private del presidente e della sua famiglia, così come per cercare qualsiasi materiale che potrebbe essere usato per causare danni politici”, hanno detto gli avvocati di Trump, secondo i quali le richieste dei comitati del Congresso “violano la legge sulla privacy” e “non ci sono ragioni per trovare uno scopo che non sia politico”.

Secondo i legali di Trump le indagini che hanno coinvolto anche Deutsche Bank sarebbero state avviate con il solo scopo di recare danno alla presidenza.

L’obiettivo degli avvocati sarà ora quello di ottenere dal tribunale la dichiarazione di invalidità e annullamento delle citazioni del Congresso. Alla base della citazione in giudizio, anche la richiesta di un’ingiunzione permanente per vietare a Deutsche Bank e Capital One di rivelare le informazioni richieste.

Le indagini dei democratici sulle finanze del presidente, in particolare nell’ambito del Russiagate, hanno portato alla richiesta di documenti a nove banche, tra cui appunto Deutsche Bank, che ha prestato a Trump circa 340 milioni di dollari.

A spalleggiare il presidente nella causa ci sono i figli Donald ed Eric Trump, la figlia Ivanka, che è anche consigliere della Casa Bianca, e vari altri soggetti, tra cui la Trump Organization. Come si legge nei documenti presentati al Tribunale, l’azione della Camera, a maggioranza democratica, sarebbe stata decisa solo per “attaccare” il presidente e “rovistare alla ricerca di qualunque tipo di cosa che potrebbe essere usata per danneggiarlo politicamente”, motivo per cui “non esistono motivazioni per procedere diverse da quelle politiche”.

Per il momento Deutsche Bank e Capital One non hanno dato una risposta ufficiale, ma la decisione del presidente appare come un tentativo di tenere il Congresso e i democratici lontani dai suoi affari personali. Gia’ nelle scorse settimane Trump aveva fatto causa a Mazars Usa, la sua società di revisione contabile, e al democratico Elijah Cummings, presidente della commissione Supervisione della Camera, che aveva chiesto una citazione in giudizio di Mazars per dare informazioni sulle attività del presidente.

All’inizio dell’anno – ha ricostruito Money.it – il Congresso degli Stati Uniti ha iniziato a indagare sui rapporti intercorsi tra il Presidente e il colosso tedesco.

A confermare l’avvio dell’inchiesta, in quel caso, era stata la stessa Deutsche Bank, che si era detta sin da subito pronta a collaborare per chiarire le sue relazioni con Donald Trump prima e dopo le elezioni del 2016: “Deutsche Bank è impegnata in un dialogo produttivo con quelle Commissioni per determinare il modo migliore e più appropriato per assisterle nelle loro funzioni di vigilanza”.

Qualche tempo dopo, più precisamente a marzo, sono circolati i primi dettagli sui rapporti tra Trump e Deutsche Bank. Secondo i rumors, l’istituto tedesco avrebbe prestato circa 2 miliardi al tycoon che dal canto suo avrebbe mentito sullo stato delle proprie finanze promettendo weekend e viaggi di lusso ai banchieri.

 

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