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La foto (anti Draghi) di Casini, i numeri di Crosetto, Letta arronza Conte su Casellati, dossier Frattini-Russia

Arnese

Casini, Draghi, Casellati, Crosetto, Frattini, Renzi, Letta, Biden e non solo. Pillole di rassegna stampa nei tweet di Michele Arnese, direttore di Startmag

 

I NUMERI DI CROSETTO

 

LETTA SU CASELLATI…

 

CASINI STRATTONA DRAGHI PER IL QUIRINALE?

 

CASINI VISTO DAL CORRIERE DELLA SERA

 

CASINI VISTO DA QUAGLIARIELLO

 

EPURATORI ATLANTISTI

 

LE MOSSE DI SALVINI SVELATE DAL FATTO DI TRAVAGLIO

 

LA CLASSE DI BIDEN

 

IL PALLONE PIANGE

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ESTRATTO DI UN ARTICOLO DI REPUBBLICA SU FRATTINI:

Era in corsa nel 2013 come segretario generale della Nato. Gli fu preferito il norvegese Stoltenberg ed è da quel momento che qualcosa cambia nella vita politica di Frattini. Pochi mesi dopo firma infatti un contratto di consulenza con il governo serbo di Aleksandar Vučić per l’integrazione europea del paese dell’ex Jugoslavia che durerà poco più di un anno. Ma che proseguirà, anche fuori dal ruolo istituzionale, attraverso contatti con think tank e società di influenza. E’ proprio con il lavoro in Serbia che cominciano a diventare più fitti i suoi rapporti con il governo Putin. «La Russia è un partner necessario. Se vuoi affrontare la stabilizzazione della Libia o della Siria, devi parlare con la Russia, non solo con gli Stati Uniti» dirà Frattini nel panel di un convegno a Belgrado nel 2018. Nello stesso periodo viene nominato dall’allora ministro degli Esteri, Angelino Alfano, «rappresentante della presidenza OSCE per il processo di risoluzione del conflitto in Transnistria». «Perché – dice Frattini – ho ottime relazioni con le autorità russe». E’ lui – con Joseph Mifsud, il professore maltese del Russiagate – a firmare l’accordo tra la Link di Scotti e l’università di Mosca. Lui ad appuntare nel suo curriculum la docenza onoraria all’Accademia diplomatica del Ministero degli Esteri della Federazione russa. Nel 2018 Frattini garantisce per Giuseppe Conte – che infatti non lo avrebbe visto male al Quirinale – davanti al ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov. Ed è Frattini nei momenti più difficili della pandemia ad avere parole al miele per «gli aiuti generosi del presidente Putin». L’ultima uscita è di qualche settimana fa, quando in un’intervista al sito Formiche.net, parlando di crisi internazionali, Frattini aveva una ricetta speciale: «Su Ucraina, Libia e Sahel l’Italia bussi al Cremlino». Anche per questo, probabilmente, la porta del Quirinale per lui resterà chiusa.

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