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Crosetto Carri Armati

Crosetto, Striano e i dossieraggi (veri o presunti)

Dossier, veleni o buffonate? Come commentano i giornali i casi Crosetto, Conte, Casalino, Renzi e Totti. I Graffi di Damato

In attesa dei decreti di attuazione della legge delega approvata in via definitiva alla Camera per la riforma fiscale, che vedremo sino a quanto si meriterà l’aggettivo “storica” applicatole da Giorgia Meloni, godiamoci ciò che resta di questa estate “dei dossier e dei veleni”, come l’hanno definita i giornali che compongono Il Quotidiano Nazionale del gruppo Riffeser Monti. Dossier e veleni denunciati dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, quando si è visto pubblicate su Domani, il giornale di Carlo De Benedetti, notizie riservate su di lui. Se ne sta occupando, come riferisce il Corriere della Sera, la Procura di Perugia guidata da Raffaele Cantone. Ma vuole interessarsene anche il Copasir, cioè il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.

Sarebbero non meno di 750 le persone dossierate da un sottufficiale della Guardia di Finanza già in servizio alla Dia – la Divisione Investigativa antimafia – occupandosi delle segnalazioni bancarie di operazioni finanziarie sospette. Un dossieraggio meno consistente ma non meno inquietante di quello compiuto a suo tempo dall’allora Sifar, come si chiamava il servizio segreto militare, che fu scoperto negli anni Sessanta: quelli in cui si temette anche un colpo di Stato per l’interruzione del centro-sinistra dalla quale fu tentato, in particolare nell’estate – anch’essa – del 1964, l’allora presidente della Repubblica, Antonio Segni. Che, preoccupato del pericolo di disordini di piazza, sollecitò il comandante generale Giovanni De Lorenzo, finito poi deputato del Movimento Sociale, a mobilitare l’Arma dei Carabinieri.

Del dossieraggio emerso in questa nostra estate, che secondo Crosetto sarebbe stato usato l’anno scorso anche per influire sulla formazione del governo Meloni, è quanto meno curiosa la sintonia che si è creata fra tre giornali per minimizzarne o negarne la portata. A destra La Verità di Maurizio Belpietro ha liquidato la vicenda come una “grande buffonata”. A sinistra, diciamo così, Marco Travaglio ha scritto sul Fatto Quotidiano che il segreto su Crosetto scoperto dal sottufficiale della Guardia di Finanza sotto indagine era di quelli di Pulcinella, essendo arcinoto “il suo conflitto d’interessi di capo dei costruttori d’armi che diventa ministro della Difesa”. E poi, sempre secondo Travaglio, “oltre a Crosetto, fra gli attenzionati figurano Conte, Casalino, Renzi e non politici come Totti”. “Ce n’era per tutti”, insomma, per cui non sarebbe il caso di farne un caso politicamente particolare.

Il giormale di Carlo De Benedetti, Domani, dal canto suo ha continuato a usare il dossieraggio finito sotto inchiesta per picchiare contro il ministro della Difesa titolando oggi, sia pure in fondo alla prima pagina. “Ecco i Mangione, soci di Crosetto. L’ultima indagine del tenente Striano”, evidentemente degradato ingiustamente dagli altri cronisti giudiziari a maresciallo.

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