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Creil, la Codogno della Francia (Macron sempre più preoccupato)

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Macron coronavirus in Francia

Salgono contagiati e morti in Francia per il Covid-19. Il caso della zona rossa di Creil, gli articoli di Le Figaro e le mosse di Macron per contrastare il Coronavirus

C’è una Codogno anche in Francia. Si chiama Creil. Dalla base militare di questa cittadina potrebbe arrivare il paziente-1. La zona rossa, ad alto rischio contagio, è nel dipartimento dell’Oise.

Sale il numero dei contagi e delle vittime in Francia. A contrarre il Coronavirus anche un deputato. Ecco tutti i dettagli.

I NUMERI

Il bilancio del Coronavirus in Francia è passato oggi a 577 casi di contagio e 9 morti, secondo il ministero della Salute. Ieri sera, il direttore generale della Sanità, Jerome Salomon, aveva annunciato 423 casi e 7 decessi.

CONTAGIATO ANCHE UN DEPUTATO

Tra i contagiati ci sono anche un deputato francese,  Jean-Luc Reitzer della destra Repubblicana, e un dipendente della buvette dell’Assemblea nazionale. Una terza persona, sempre dipendente dell’Assemblea, potrebbe avere contratto a sua volta l’infezione, come annunciato dal presidente dell’Assemblea, Richard Ferrand.

Il deputato è ricoverato in rianimazione, mentre il dipendente positivo è isolato nella propria abitazione e l’altro lavoratore che si sospetta possa aver contratto il virus è stato ricoverato in ospedale.

FASE DI CONTRASTO

Il Paese, come spiega Jérôme Salomon, direttore generale della Sanità, è ancora nella fase 1 dell’epidemia. Quella in cui si sta cercando di contrastarne la diffusione e di rallentarla il più possibile, per rimandare la fase tre, ovvero la dichiarazione dello stato di epidemia in tutto il Paese (la fase due comporta che la situazione è ancora differenziata a livello regionale).

Secondo alcuni esperti il passaggio alla fase tre è previsto entro una settimana.

OISE, IL TERRITORIO 0

Il territorio 0, se così vogliamo chiamarlo, è l’Oise, dove si contano ben 99 contagi, come riferito da Jérôme Salomon, durante un punto stampa mercoledì sera. È qui che sono verificati due dei 7 decessi, come riporta Le Figarò. un insegnante di 60 anni, la notte del 25 febbraio e, più recentemente, un ottantenne che già soffriva di diverse patologie. Entrambi provenivano da Crépy-en-Valois.

PAZIENTE 1 A CREIL?

Si cerca ancora il paziente zero, che non esclude possa arrivare da Creil. È qui che secondo Le Parisienne si conterebbero circa almeno 15 persone tra civili e militari (ma i numeri non sono precisi) che sono stati contagiati da coronavirus. A Creil c’è la base militare dove 31 gennaio 2020, lo squadrone di Estérel è atterrato rimpatriando a casa 193 cittadini francesi da Wuhan. L’esercito avrebbe smentito che il paziente zero è di lì, negando i casi di positività.

CREIL COME CODOGNO

Il caso Creil è stato rimarcato dal quotidiano Italia Oggi nell’editoriale odierno del direttore Pierluigi Magnaschi: “L’Italia (di cui Codogno, nell’immaginario collettivo occidentale, è l’ombelico infetto della Penisola) è stata descritta (e viene vissuta) come il paese patogeno, maleodorante, infetto, pericoloso. Ciò avviene mentre in Francia, dove nessuno dice niente in proposito, è stata creata una zona rossa (identica a quella di Codogno) nella città di Creil, nel dipartimento dell’Oise, che, non solo ha più della doppio della popolazione di Codogno (35.575 contro 15.962 abitanti) ma si trova anche a soli 69 chilometri della metropoli di Parigi, alla quale è collocata con il Ter, che è una sorta di metropolitana che ogni giorno scarica, in soli 30 minuti, 18 mila pendolari che possono costituire una terribile miccia infettiva sulla capitale francese che, di abitanti, ne ha 2 milioni e 148 mila. Ebbene Codogno è Chernobyl, Creil invece è niente. Chissà perché è soprattutto come mai la realtà è stata travisata in questo modo”.

EMMANUEL MACRON RIUNISCE RICERCA PUBBLICA E PRIVATA

Intanto, giovedì pomeriggio, Emmanuel Macron ha riunito i principali attori della ricerca pubblica e privata impegnati nella lotta contro Covid-19, per fare il punto della situazione su una epidemia “inesorabile”, come da definizione dello stesso Presidente.

COLLABORAZIONE CON GLI USA?

L’unione delle forze non riguarda solo pubblico e privato. La Francia sarebbe pronta a collaborare con anche gli Stati Uniti.

CHIUSURA DELE SCUOLE NELL’ALTO RENO

Chiuse un centinaio di scuole nell’Alto Reno, dove sono state contagiate 81 persone (si tratta di un dato moltiplicato per 8 in 48 ore). Nel dipartimento dell’est della Francia viene inoltre decretato il divieto di contatti “tra giovani e persone anziane” e il divieto di “raduni di oltre 50 persone”. Si teme che i contagi possano moltiplicarsi nelle prossime ore, con nuovi casi di contagiati in occasione del raduno evangelico di 2.000 fedeli a Mulhouse, tenutosi dal 17 al 24 febbraio. Alcuni medici ritengono che  possano essere rimaste contagiate fra le 500 e le 800 persone.

“Fra 500 e 800 fedeli potrebbero essere stati contaminati”, dice il medico Patrick Vogt, intervistato da BFM TV. “Centinaia e centinaia di telefonate arrivano ai numeri del pronto soccorso, molti sono guariti ma preoccupati di aver preso il Coronavirus”.

“Quasi tutti i partecipanti al raduno di Mulhouse presentano una piccola sindrome influenzale”, dicono i sanitari, che ricevono allerte da diverse regioni di appartenenza dei fedeli, dalla Corsica alla Guyana, dalle Alpi alla Normandia all’Ile-de-France.

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