Mondo

Covid, che cosa succede nel Regno Unito

di

Johnson Tories

Le mosse in cantiere del governo Johnson per contrastare Covid nel Regno Unito. Il punto di Daniele Meloni

 

“Dobbiamo essere preparati alla seconda ondata”. “Chi mette a rischio sé stesso questa volta mette a rischio anche l’incolumità altrui”. Con queste parole il Premier britannico, Boris Johnson, e il Chief Medical Officer (CMO), Professor Chris Whitty, hanno dato l’allarme sull’aumento dei casi di Covid-19 nel Regno Unito. Non siamo ancora ai livelli di Francia e Spagna ma il livello di allerta è stato portato ieri da 3 a 4, di fronte al rischio di un massimo di 50mila casi giornalieri entro metà ottobre dato dagli esperti.

Secondo le indiscrezioni della stampa britannica, oggi Johnson dovrebbe annunciare alla nazione delle nuove misure di contenimento del virus, tra le quali la chiusura dei pub e dei ristoranti entro le 22 e il ritorno del lavoro da casa dopo il fallimento della campagna di ritorno al lavoro in sede.

Il Primo Ministro, che già nelle settimane scorse aveva imposto il limite di massimo 6 persone per gli incontri tra persone di nuclei familiari diversi, presiederà oggi il Consiglio dei Ministri e il COBRA, il Comitato per le emergenze che riunisce le più alte cariche del governo e dei servizi segreti.

Il profilarsi di un nuovo lockdown totale è per ora ancora escluso, ma in alcune zone, specie nel nord-est del Paese, le restrizioni alle libertà degli inglesi sono già in vigore. Sono previste multe da mille a 10mila sterline per i trasgressori, mentre un sostegno di 500 sterline è stato deliberato per tutti coloro che si trovano in condizioni di difficoltà economiche e hanno contratto il Covid.

Il Governo si trova nei guai anche con la sua stessa maggioranza parlamentare dato che a Westminster il gruppo dei deputati Tories del 1922 Committee vuole far sì che sia il Parlamento – e non solo Johnson e il ministro della Salute Matt Hancock – a decidere sui poteri emergenziali. Il Chairman del 1922 Committee, Sir Graham Brady, ha già annunciato iniziative in tal senso. Sir Graham troverà nello speaker della Camera dei Comuni, Sir Lindsay Hoyle, un alleato inaspettato. Sir Hoyle infatti non ha gradito il lockdown imposto nella sua constituency da Hancock senza essere stato avvertito preventivamente.

Intanto il Sunday Times ha riportato che il capo del National Health Service, Simon Stevens, lascerà il suo incarico nella primavera prossima. Al suo posto si fa il nome della Baronessa Harding, al vertice della struttura di “track and trace” del coronavirus che tante polemiche ha suscitato per il suo malfunzionamento.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati