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Covid-19, Spagna al collasso?

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Covid-19: Spagna vicina al collasso, con i posti letto in terapia intensiva a Madrid già al completo e numeri di contagiati e morti per il coronavirus in continua crescita. Ecco tutti gli aggiornamenti

Aumenta ancora il numero di contagi e vittime da coronavirus in Spagna. Lo riferisce El Pais nel suo ultimo aggiornamento: sono almeno 33.089 in totale, dei quali 2.355 in terapia intensiva. I morti sono 2.182, con un incremento di 462 vittime nelle ultime 24 ore.

I NUMERI AGGIORNATI DI COVID-19 IN SPAGNA

I contagi in Spagna sono aumentati di 4.517 unità rispetto a ieri, con un incremento del 14%, hanno riferito le autorità sanitarie. Allo stesso tempo “si va riducendo la percentuale dei pazienti in terapia intensiva”. Inoltre, ‘oltre il 10% dei contagiati sono stati dimessi”, ha spiegato il direttore del centro di coordinamento emergenze del ministero Fernando Simon: “Ma c’è un altro dato che non ci piace: “3.310 operatori sanitari contagiati”. Attualmente, i pazienti ancora ammalati sono meno di 27.000.

IL CASO CALVO

La vicepremier spagnola Carmen Calvo è stata ricoverata in ospedale per un’infezione respiratoria. Lo riferiscono i media locali. Fonti della vicepresidenza citate da El Mundo spiegano che Calvo ha già fatto il test del coronavirus e si attende l’esito.

I CONFRONTI

Spagna sempre più in cima ai numeri della pandemia da Covid-19, dunque. .In tutto il mondo sono più 307.280 le persone contagiate e 13.049 i morti per la pandemia di coronavirus. Il dato è stato aggiornato oggi dall’università John Hopkins, secondo la quale sono stati colpiti 171 paesi e territori. Le persone guarite sono 92.378. La Cina, dove è iniziata l’epidemia, è il paese più colpito con 81.348 contagiati, 3.265 morti e 72.360 guariti. Segue l’Italia con 53.768 contagi, 4.285 morti e 6.072 guarigioni (dati John Hopkins). Gli Stati Uniti sono saliti nelle ultime ore in terza posizione con 26.747 contagi, 340 morti e 176 guarigioni, seguiti dalla Spagna con 25.496 contagi, 1.381 morti e 2.125 guarigioni. La Germania è quinta per numero di contagi (22.364), ma registra 84 morti. Per l’Iran il dato diffuso dall’università è di 20.610 contagi, 1.556 morti e 7.635 guarigioni.

CHE COSA HA DETTO SANCHEZ

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato ieri la decisione di prorogare lo stato di emergenza, dichiarata il 14 marzo, per altri 15 giorni dopo la fine del periodo iniziale. Sanchez ha fatto l’annuncio in una conferenza stampa dopo aver tenuto una videoconferenza con i leader delle 17 regioni autonome della Spagna.

SERVE MOSSA EUROPEA

“La Spagna ha proposto la creazione di un fondo europeo per la disoccupazione, che sia una prestazione complementare agli aiuti nazionali”, ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez. “L’Europa è in guerra contro il coronavirus”, ha aggiunto.

COSA DICE IL GOVERNO IN SPAGNA

“I casi diagnosticati e i decessi aumenteranno nei prossimi giorni. Stanno arrivando giorni critici per i quali dobbiamo prepararci. Il rischio è ovunque, ma dobbiamo fare uno sforzo maggiore”, ha detto due giorni fa il premier spagnolo Pedro Sanchez in un discorso alla nazione nel pieno dell’emergenza coronavirus che vede la Spagna seconda per numero di contagi in Europa dopo l’Italia: “Sul fronte sanitario, il problema più grave è il numero di persone da curare, e poi c’è un altro fronte essenziale: restare a casa, so che è dura, ma dobbiamo andare avanti”, ha aggiunto.  Il ministero spagnolo della Sanità ha annunciato in un comunicato diffuso ieri che si stanno realizzando attorno ai 15mila test per il coronavirus al giorno in tutta la Spagna, fino a raggiungere i 355mila test confermati oggi dalle autorità sanitarie. Ne dà notizia l’agenzia Efe. Il ministero sta inoltre lavorando all’acquisizione di quattro robot che possano potenziare la capacità diagnostica fino ad arrivare a 80mila test al giorno.

IL COMMENTO DI AFFARI INTERNAZIONALI

Ha scritto su Affari Internazionali Steven Forti, professore di Storia Contemporanea presso l’Universitat Autònoma de Barcelona e ricercatore presso l’Instituto de Historia Contemporanea dell’Universidade Nova de Lisboa: “Il governo ha probabilmente reagito tardi, ma da quando lo scorso 14 marzo ha decretato lo stato di emergenza il premier socialista Pedro Sánchez ha proceduto con fermezza e passo spedito. Restrizioni simili a quelle in Italia; frontiere chiuse per almeno un mese; esercito nelle strade per coadiuvare le forze dell’ordine nei controlli e aiutare i senza tetto; sanità privata messa a disposizione della sanità pubblica; hotel convertiti in ospedali; trovati 19.500 nuovi posti letto in diverse strutture vincolate ai servizi sociali; rafforzato il personale sanitario con l’incorporazione di 50mila nuovi medici e infermieri, tra cui pensionati e studenti dell’ultimo anno dell’università; “scudo sociale” che mobiliterà 200 miliardi di euro, pari al 20% del Pil”.

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