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Cosa si dice nella maggioranza della telefonata Macron-Mattarella

Armi Ucraina

Parole e umori nel centrodestra (compreso il presidente del Senato, Ignazio La Russa) sulla telefonata fra Macron e Mattarella. La nota di Paola Sacchi

 

La telefonata tra Sergio Mattarella e Emmanuel Macron contribuisce a distendere il clima. Ripristinata la cornice diplomatica dell'”importanza dei rapporti tra i due Paesi”, lo scontro nel merito delle questioni dello scontro resta però di sottofondo.

Non essendo il presidente Mattarella anche capo dell’esecutivo come Macron, ora spetterà al governo italiano vedere come proseguire. Ma il governo di Giorgia Meloni, che Mattarella ha informato del colloquio con il capo dell’Eliseo, non sembra arretrare sulla linea ferma rispetto alla crisi migratoria.

Il sottosegretario pet l’Attuazione del programma Gianbattista Fazzolari (FdI) annuncia a Libero un decreto di stretta sulle Ong. Significativa una dichiarazione di Ignazio La Russa, presidente del Senato e cofondatore di FdI, ruolo politico che intende, come ha detto, far coesistere con quello di seconda carica dello Stato: “L’intervento del presidente Mattarella è sempre utile, ma io sono sicuro che le ragioni del governo verranno comprese. I toni devono essere garbati, ma l’Italia non può più essere lasciata sola”. “L’Italia ha tenuto la barra dritta, la fermezza del nostro governo credo che possa e debba  essere condivisa”, ha osservato La Russa, suscitando le critiche delle opposizioni che hanno aperto un nuovo fronte polemico vedendo nel commento a favore dell’esecutivo un distinguo rispetto al Capo dello Stato che andrebbe oltre la carica che La Russa ricopre.

Antonio Tajani, ministro degli Esteri, vicepremier e coordinatore azzurro, da Bruxelles dove si è recato per un vertice con i suoi omologhi, che ufficialmente non aveva all’ordine del giorno la vicenda (lo dovrebbe essere a un apposito incontro di ministri degli Esteri e degli Interni Ue chiesto da Tajani) ha tenuto il punto sulla necessità di chiarire il ruolo delle Ong: “Un conto è salvare vite in mare, un altro darsi appuntamento in mezzo al mare con trafficanti di esseri umani”. È la risposta di Tajani alla commissione Ue , per la quale non ci sono differenze tra Ong e altre navi perché tutte salvano vite.

Ma il ministro degli Esteri parlando con i giornalisti ricorda anche uno studio di Frontex che accende i riflettori sui rapporti tra alcune Ong e i trafficanti. Tajani, comunque, per uscire dall’impasse , che inchìoderebbe altrimenti la questione posta dell’Italia a il solo scontro con la Francia, pone il problema su vasta scala europea, “perché riguarda tutta l’Europa, non è di Italia, Francia o Germania e a livello comunitario deve essere trattato”.

Il vicepremier, che ha incontrato la presidente del PE, Roberta Metsola, pone anche la questione della rotta dei Balcani, primo ingresso dei migranti per il numero degli arrivi, con al secondo posto quello del Mediterraneo. Ribadito il concetto che l’Italia non può essere considerato l’unico porto sicuro.

Interviene anche Matteo Salvini, vicepremier, ministro delle Infrastrutture che, come Tajani, si augura ora che l’Europa si faccia carico del problema : “Tutto il governo chiede che l’Europa non lasci sola l’Italia”. Sottolinea Salvini, evidentemente a sottolineare la compattezza dell’esecutivo, a fronte di interpretazioni tese a metterlo in contrasto con il premier per una linea che sarebbe più “aggressiva”, che “tutto il governo vuole tornare a contrastare i trafficanti di esseri umani”.

Salvini lo dice a margine dell’inaugurazione del prolungamento della Tangenziale Nord A52 Rho-Monza. “Tutto il governo -avverte – lavorerà perché non siano associazioni private finanziate da privati a gestire i traffici e i flussi di immigrati in Italia”. Parole in sintonia con quelle di Tajani che aveva avvertito: “Non possono essere le Ong a decidere la politica migratoria”.

Quanto alla telefonata intercorsa tra il presidente della Repubblica Mattarella e il presidente francese Macron, Salvini commenta: “L’importante è che l’Europa faccia la sua parte come hanno detto tanti Paesi europei, non possono essere lasciati da soli i Paesi del Mediterraneo. Tutti devono fare la loro parte. Io -conclude- sono orgoglioso dei segnali di cambiamento che il governo in queste prime tre settimane ha dato da tutti i punti di vista”.

Lo stesso ministro ai Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani (FdI) al Corriere della sera sottolinea la particolare vicinanza di idee sulla questione tra Meloni e Salvini e al tempo stesso “la sintonia” con cui si muovono il premier e Tajani.

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