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Coronavirus: quarantene troppo lunghe e troppi tamponi ripetuti. Parola di 250 accademici

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Secondo un documento del pensatoio “Lettera 150”, continuare a prevedere termini più lunghi “e nella prassi assai incerti per la quarantena, e un ricorso ripetuto a tamponi per determinare la fine dell’isolamento, rischia di bruciare risorse preziose nel periodo di maggiore bisogno. E di tenere in reclusione domiciliare migliaia di persone senza giustificato motivo”.

 

Le attuali sulla gestione del Coronavirus seguita dall’Italia in materia di test e quarantene, con un indirizzo di maggior rigore da parte del Comitato tecnico scientifico, “va rivista”. È quanto sostiene un documento di “Lettera150“, il think tank composto da circa 250 accademici di diverse discipline, nato sull’onda dell’emergenza Covid-19.

COSA SOSTENGONO GLI SCIENZIATI

Secondo i docenti universitari, infatti, se non si recepiscono le raccomandazioni emesse a giugno dall’Organizzazione mondiale della sanità, “si rischia un utilizzo eccessivo e non mirato della capacità di effettuare test per l’identificazione di nuovi casi di persone contagiate dal SARS-CoV-2″, nonché di scoraggiare le persone, sintomatiche e non, a sottoporsi a test diagnostici vista l’impossibilità di preventivare ragionevolmente una fine dell’isolamento domiciliare”.

I TERMINI DELLA QUARANTENA

Secondo il documento continuare a prevedere termini più lunghi “e nella prassi assai incerti per la quarantena, e un ricorso ripetuto a tamponi per determinare la fine dell’isolamento, rischia di bruciare risorse preziose nel periodo di maggiore bisogno. E di tenere in reclusione domiciliare migliaia di persone senza giustificato motivo”.

LA DURATA DELL’ISOLAMENTO DOMICILIARE NON TIENE CONTO DELL’OMS

E gli esperti aggiungono: “Ad oggi, l’isolamento domiciliare obbligatorio per i soggetti Covid positivi si estende fino a negativizzazione comprovata da due tamponi effettuati a 24-48 ore di distanza dopo un periodo di almeno 14 giorni dalla risoluzione dei sintomi”. Si tratta, spiegano, di Linee guida che non tengono conto dei “Criteri per il termine dell’isolamento domiciliare” dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (Oms), “che prevedono”, si legge nel documento, “che la quarantena termini per le persone sintomatiche 10 giorni dopo l’inizio dei sintomi, più almeno 3 giorni senza sintomi (incluso assenza di febbre e di sintomi respiratori; per le persone asintomatiche 10 giorni dopo la positività al tampone per SARS-CoV-2”.

NECESSARIO ADEGUARSI ALLE LINEE GUIDA DELL’OMS

È urgente – conclude il documento – che si prenda atto delle indicazioni dell’Oms, “declinandole sulla base della prassi seguita dai principali Paesi europei e delle evidenze epidemiologiche di questi mesi.

L’ESEMPIO FRANCESE

La Francia, che ha portato addirittura a soli 7 giorni la quarantena, indica che non possiamo perdere altro tempo”

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