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Coronavirus, che cosa succede in Italia

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Tutti gli ultimi aggiornamenti sul Coronavirus in Italia e i consigli delle autorità sanitarie

Seconda vittima italiana del Coronavirus. Secondo quanto apprende l’Ansa da fonti sanitarie, si tratta di una donna residente in Lombardia che potrebbe essere collegata ai casi di Codogno. Ieri sera è deceduto il veneto Adriano Trevisan, di 78 anni, all’ospedale di Schiavonia, in provincia di Padova, dove era ricoverato insieme con un’altra persona positiva al virus, le cui condizioni sono invece stazionarie. Intanto è salito a 29 il numero dei pazienti risultati positivi ai test del Corovinarus e residenti tra la Lombardia e il Veneto.

IL PRIMO MORTO

Primo morto per il Coronavirus in Italia. Il veneto Adriano Trevisan, di 78 anni, è deceduto all’ospedale di Schiavonia, in provincia di Padova, dove era ricoverato insieme con un’altra persona positiva al virus. I test condotti nel nosocomio avrebbero dato alcuni risultati positivi.

LE PAROLE DEL GOVERNO

“Il governo è pronto a mettere in campo nuove misure, qualora ce ne ne fosse bisogno”. Sono state le parole del premier Giuseppe Conte al termine della riunione di emergenza di ieri sera alla Protezione Civile dopo la notizia della prima vittima italiana del coronavirus. “Siamo convinti che il servizio sanitario nazionale sia all’altezza di questa sfida”, ha rassicurato il ministro della Salute, Roberto Speranza.

IL CASO INDICE

Il ‘caso indice’ è un 38enne di Codogno che martedì 18 si è presentato all’ospedale con sintomi influenzali ma che, al termine della visita, è stato rimandato a casa. Il giorno dopo l’uomo è tornato e questa volta è stato ricoverato fino a giovedì sera, quando i test hanno dato il responso: positivo al coronavirus. Immediato è scattato l’isolamento al Sacco di Milano. Ma era già tardi.

I DETTAGLI

Come ha preso il virus? Al momento l’ipotesi prevalente è che possa esser stato contagiato durante una cena con un suo amico. Quest’ultimo, un italiano che lavora per la ‘Mae’ di Fiorenzuola d’Arda, in provincia di Piacenza, è rientrato dalla Cina il 21 gennaio. Agli inizi di febbraio, tra l’1 e l’8, ha accusato dei sintomi influenzali e proprio in quei giorni ha incontrato il 38enne. L’uomo è però risultato negativo ai test, il che può significare solo due cose: o non è lui il portatore o ha avuto il virus, è guarito e ha sviluppato degli anticorpi. Lo diranno i risultati degli esami del sangue in corso allo Spallanzani.

IL CASO DEL 38 ENNE

Quel che però è già certo è che dal 38enne il virus si è diffuso in almeno altre 14 persone: la moglie, un’insegnante che è in maternità e solo per questo non ha avuto contatti con gli studenti, un suo amico con cui corre abitualmente, 5 tra medici e sanitari e 3 pazienti dell’ospedale di Codogno, 3 anziani tra i 70 e gli 80 anni clienti di un bar gestito dal padre dell’amico corridore ed una quattordicesima persona di cui non si sa niente, se non che non è il medico di base che aveva visitato il 38enne. Sono tutti in condizioni “serie” dicono i medici.

GLI ALTRI COMUNI

Solo il 38enne ha avuto rapporti con 120 colleghi dell’Unilever, 70 tra medici e personale sanitario e 80 persone che fanno parte della sua più stretta cerchia, a partire dai 40 della sua squadra di corsa. Ecco perché la Regione, d’intesa con il Governo, non ha potuto far altro che far scattare una serie di “misure restrittive” in 10 comuni, un’area dove abitano 50mila persone. Casalpusterlengo, Codogno, Castiglione d’Adda, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e Sanfiorano sono in isolamento.

(articolo aggiornato alle ore 11 del 22 febbraio)

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(I CONSIGLI DEL VIROLOGO ROBERTO BURIONI CONTRO IL CORONAVIRUS)

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