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Coronavirus, come e perché il Brasile trema

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Brasile coronavirus

Non rallenta la velocità di contagio da coronavirus in Brasile, secondo Paese al mondo per casi. Numeri e analisi

 

Sars Cov-2 mette in ginocchio il Brasile: sono stati registrati quasi 35 mila contagi nelle ultime 24 ore. Sembra stabilizzarsi, in base ai media locali, la media dei morti giornalieri, ma diverse sono le differenze tra regione e regione. Andiamo per gradi.

I NUMERI DEL BRASILE

Partiamo dai numeri dell’epidemia. Il Brasile ha registrato 34.918 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore. I contagi totali sono 923.189 e potrebbero presto toccare il milione, come negli Usa (primo Paese per numero di infetti).

NUMERO DEI MORTI GIORNALIERI VERSO LA STABILIZZAZIONE?

Mentre il ritmo dell’epidemia non sembra attenuarsi, qualche speranza arriva dal numero dei decessi, che secondo la stampa locale, sembra stabilizzarsi nelle ultime tre settimane. Dal 26 di maggio, infatti, il livello medio di vittime giornaliere è di 985, senza oscillare oltre il 6% di questo valore.

GRANDI DIFFERENZE NAZIONALI

In realtà, se negli altri paesi una stabilizzazione del numeri dei decessi faceva pensare al raggiungimento del picco dell’epidemia, in Brasile la questione è ben più complicata dal momento che solo le città in cui il coronavirus è arrivato prima, come Rio de Janero e San Paolo, possono pensare ad una stabilizzazione. In altri regioni, come Paraná e Paraíba, l’epidemia inizia a prendere slancio.

ISPI: MISURE TROPPO BLANDE

Numeri e scenari che non stupiscono. Secondo un focus di Ispi, infatti, “se in alcuni stati del paese sono state imposte misure di lockdown, il governo federale ha diffuso solo delle linee guida e il presidente Jair Bolsonaro continua a sminuire l’emergenza”.

LE ONG DENUNCIANO GESTIONE IRRESPONABILE

Le accuse al governo sono arrivate anche da una Ong locale, che nei giorni scorsi, come racconta un report dell’Istituto per gli studi di politica internazionale, “ha piantato 100 croci sulla spiaggia di Copacabana per denunciare la gestione irresponsabile del governo che in alcuni stati come quello di Amazonas ha favorito il contagio delle popolazioni indigene portando alla morte dei più anziani nelle comunità”.

“Fin dall’inizio della crisi, il presidente – continua il focus Ispi – ha seguito una strategia ben precisa, cambiando i ministri, contrastando le politiche dei governatori, incoraggiando le persone ad andare in piazza”.

META’ DEI CASI REALI?

La accuse contro Bolsonaro non si limitano alla sola gestione. Il governo, infatti, secondo parte della stampa tra cui la Folha de São Paulo, come riporta Ispi, avrebbe diffuso cifre che “ritraggono solo la metà dei casi reali, perché nel bilancio del Ministero non si contano i morti a cui il test di positività viene fatto dopo il decesso”.

PREOCCUPA SITUAZIONE ECONOMICA

E a preoccupare non è solo la crisi sanitaria, ma anche i risvolti economici della pandemia.

“Prima del suo arrivo le previsioni di crescita per l’America Latina erano positive, ma adesso si parla di un crollo del Pil in meda del 5,2% per il 2020. Alla fine dell’emergenza, le persone in povertà nel continente saranno oltre 34 milioni in più. Poiché i governi locali non sono nelle condizioni di garantire un sostegno al reddito di così ampia portata questo potrebbe tradursi in una stagione di nuove agitazioni sociali e nuova instabilità”, ha commentato Antonella Mori, Head Programma America Latina dell’Ispi.

CALANO VENDITE AL DETTAGLIO

E le prime conferme che il paese sia stato fortemente colpito anche dal punto di vista economico arrivano dal crollo delle vendite al dettaglio, che secondo la società Cielo, sono diminuite del 30,5% a maggio 2020, rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

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