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Come sono stati gli anni Ottanta?

“C’era una volta in Italia. Gli anni Ottanta” di Enrico Deaglio con Ivan Carozzi (Feltrinelli, 672 pagine, 39 euro) letto da Tullio Fazzolari

Una leggenda metropolitana definisce “favolosi” gli anni Sessanta tralasciando eventi tragici fra cui la guerra in Vietnam. Un’altra leggenda è che il periodo tra il 1980 e il 1989 sia stato soltanto quello dell’ottimismo e di una sensazione di sollievo che va dalla fine degli anni di piombo al crollo del muro di Berlino. Ma è un po’ come rimpiangere i vecchi tempi, certamente migliori di quelli attuali, ricordandone solo gli aspetti positivi e dimenticando che ogni decennio ha luci e ombre. Per avere invece una retrospettiva storica completa e non condizionata dalla nostalgia basta leggere “C’era una volta in Italia. Gli anni Ottanta” di Enrico Deaglio con Ivan Carozzi (Feltrinelli, 672 pagine, 39 euro). E forse per capire quanto il libro sia appassionante è sufficiente iniziare sfogliandolo. Anche aprendo una pagina a caso riemergono fatti e persone che la memoria collettiva ha almeno in parte rimosso.

Gli anni Ottanta iniziarono in maniera nefasta. Il 6 gennaio 1980 viene assassinato Piersanti Mattarella. Il 2 agosto l’attentato alla stazione di Bologna uccide ottantacinque persone. Tra novembre e dicembre uno dei peggiori terremoti avvenuti in Italia devasta la Basilicata e gran parte della Campania. L’anno successivo, malgrado gli sforzi, non si riesce a salvare il piccolo Alfredino Rampi. Sempre nel 1981 Alì Agca tenta di uccidere papa Giovanni Paolo II. Viene scoperta la loggia massonica P2 e si comincia a fare luce sulle trame ordite dal suo capo Licio Gelli. Seguiranno altri vicende drammatiche come il caso Tortora. Dal libro di Deaglio e Carozzi emerge come l’Italia negli Ottanta sia stata sempre più divisa in due. Il Nord, suggestionato anche dall’ottimismo craxiano, è in preda a una sorta di euforia, quella della “Milano da bere”, che svanirà ignominiosamente con Mani pulite. Al Sud, invece, dilagano le mafie. La nuova camorra di Cutolo si scontra con gli altri clan. In Sicilia i corleonesi di Totò Riina conquistano un potere assoluto. La conseguenza è una serie interminabile di assassini. Il bilancio, a fine decennio, è di circa 10 mila vittime. Svanisce anche l’illusione di aver debellato completamente il terrorismo che torna a colpire uccidendo, tra gli altri, l’economista Ezio Tarantelli e l’ex sindaco di Firenze Lando Conti.

Però negli anni Ottanta l’Italia torna a vincere un campionato mondiale di calcio dopo le delusioni del precedente decennio. E tutti ricordano l’esultanza di Tardelli con il sottofondo di Pavarotti. Anche le istituzioni vivono un momento magico: Sandro Pertini è un presidente che piace a tutti. Con animo rasserenato i telespettatori possono godersi gli show di Raffaella Carrà anche se, nel frattempo, comincia l’escalation delle tv private che poi diventeranno l’impero del solo Silvio Berlusconi. Proprio lui con Benetton, De Benedetti e Gardini, sembra essere l’iniziatore di una nuova era del capitalismo in Italia. Le cose andranno un po’ diversamente e si spera di poter leggere presto un quarto libro di Enrico Deaglio per ripercorrere anche gli avvenimenti del decennio successivo.

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