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Come saranno i nuovi aiuti decisi da Trump contro la crisi: fatti, numeri e sbuffi

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Tutti i dettagli sui quattro ordini esecutivi firmati da Trump per ulteriori aiuti economici

Il presidente Usa, Donald Trump, ha firmato quattro ordini esecutivi per ulteriori aiuti economici, destinati ad affrontare le conseguenze della pandemia di coronavirus, in polemica coi democratici dopo che la Casa Bianca non è riuscita a raggiungere un accordo al Congresso sul pacchetto di stimoli.

CHE COSA HA DECISO TRUMP

Parlando in una conferenza stampa del suo golf club privato a Bedminster, in New Jersey, ieri il presidente ha annunciato che saranno estesi i sussidi di disoccupazione federali per 400 dollari a settimana (con un taglio di 200 dollari dall’attuale importo), verrà rinviata l’imposta sui salari fino alla fine del 2020 (“molto probabilmente” retroattiva al 1 luglio) per chi guadagna meno di 100 mila dollari, saranno posticipati i pagamenti dei prestiti universitari azzerando gli interessi almeno fino alla fine dell’anno e si prorogherà la moratoria federale sugli sfratti.

L’ANNUNCIO DI TRUMP

Trump – sottolinea l’Agi – ha firmato gli ordini esecutivi davanti alla stampa riunita per l’occasione e a diverse decine di membri del club, che hanno guardato dal retro della sala da ballo e hanno applaudito entusiasticamente in alcuni punti.

LA CONNOTAZIONE POLITICA DELLA SCELTA DI TRUMP

Il memorandum sui sussidi di disoccupazione appare il punto più complesso della mossa unilaterale avanzata da Trump e destinata a rinfocolare le tensioni con i democratici, sottolinea l’agenzia di stampa diretta da Mario Sechi.

CHE COSA PREVEDE IL NUOVO PACCHETTO DI AIUTI

Ecco che cosa prevede il pacchetto di aiuti deciso dal presidente americano. Per ottenere qualsiasi sussidio addizionale, uno Stato deve dare il suo consenso ad entrare in un accordo finanziario con il governo federale, che chiede ai singoli Stati americani di farsi carico del 25% dei 400 dollari settimanali previsti per chi ne ha diritto. Non è scontato che tutti i governatori accettino. Uno Stato del Nord-Est guidato da un democratico, scrive la Cnn, ha commentato l’ordine esecutivo di Trump ridendo e dicendo “non abbiamo questi soldi”.

IL RAPPORTO FRA STATI

Gli Stati hanno già chiesto al Congresso ulteriori 500 miliardi di dollari per puntellare i propri bilanci, spossati dalle mancate entrate fiscali in seguito alla pandemia. Si tratta di uno dei principali oggetti del contendere tra i democratici, che vogliono stanziare aiuti addizionali, e i repubblicani, contrari al bail out di Stati che – a loro dire – sono solo mal amministrati.

CHE COSA DEVONO FARE GLI STATI

Visto che il Congresso non ha autorizzato un’estensione dei sussidi extra di disoccupazione federali, lo Stato che vorrà entrare nel programma dovrà mettere in piedi tutto un nuovo sistema per fornire gli aiuti previsti, cosa che potrebbe richiedere mesi, come hanno spiegato alcuni esperti.

L’INVERSIONE DI MARCIA DEI REPUBBLICANI

L’amministrazione Trump e i repubblicani non hanno voluto proseguire con i sussidi da 600 dollari – terminati il 31 luglio e che facevano parte dello storico ampliamento del programma di sussidi varato dal Congresso a fine marzo – perché convinti disincentivassero il ritorno al lavoro.

CHE COSA SOSTENGONO I DEMOCRATICI

I democratici, invece, sostengono che l’encomia e’ ancora debole e che chi e’ rimasto senza impiego ha bisogno ancora dei 600 dollari. “Siamo delusi dal fatto che invece che mettersi a lavoro per risolvere i problemi degli americani, il presidente abbia scelto di stare nel suo lussuoso golf club per annunciare una politica debole e di strette vedute, che taglia i sussidi di disoccupazione di cui milioni di americani hanno bisogno”, hanno commentato la speaker della Camera, la democratica Nancy Pelosi, e il leader dei dem al Senato, Chuck Schumer.

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