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Dove sarà il buen retiro di Angela Merkel

La Angela Merkel del romanziere Safier è una giovane pensionata di 67 anni (la storia si svolge nel 2022, l’anno prossimo), da sei mesi libera da beghe e impegni politici. L’articolo di Pierluigi Mennitti da Berlino

 

Per David Safier non ci sono dubbi. Il futuro di Angela Merkel non è in politica, alla guida di qualche organizzazione europea o internazionale. La cancelliera, diventata ex, non viaggerà di paese in paese o di continente in continente, per risolvere conflitti o portare aiuti alimentari. Il futuro di Merkel sarà nel suo adorato Uckermark, l’angolo di paradiso nascosto nelle pieghe orientali del Brandeburgo, la regione ricca di laghi e foreste, dove possiede un piccolo cottage. Lì è stato il suo buen retiro durante i lunghi e faticosi sedici anni di cancelleria, lì trascorrerà i suoi anni dopo la politica.

Ma non resterà con le mani in mano, non sarebbe nella sua natura. David Safier la sa lunga. Lui è un romanziere di 54 anni con alle spalle una lunga catena di libri di successo, alcuni dei quali pubblicati anche in Italia, ed è uno di quegli scrittori che può fregiarsi del marchio di “autore di bestseller” rilasciato dallo Spiegel: una sorta di bollino di garanzia che gli editori tedeschi stampigliano sulle copertine per attirare i lettori. Un po’ come le fascette rosse utilizzate dai nostri editori (“Autore da 100.000 copie vendute negli Stati Uniti”!!!), solo più affidabile. E Safier, che scherzando assicura di aver ricevuto qualche dritta direttamente dall’entourage della cancelliera, ha già raccontato il “day after” nero su bianco, in un libro di 320 pagine che uscirà in libreria il 23 marzo. Si intitola “Miss Merkel. Assassinio nell’Uckermark”, copertina gialla oro con la (ex) cancelliera in tenuta da Sherlock Holmes che, con sguardo indagatore, scruta attraverso una lente il muso del suo carlino.

La Angela Merkel di Safier è una giovane pensionata di 67 anni (la storia si svolge nel 2022, l’anno prossimo), da sei mesi libera da beghe e impegni politici. È tornata nell’Uckermark, tra betulle e pini nordici, ma fa fatica ad adattarsi ai ritmi rallentati e indolenti del nuovo domicilio agreste. Forse le manca la metropoli. Ma proprio quando comincia a rimpiangere l’atmosfera frenetica delle riunioni politiche, ecco che un caso eclatante le offre una nuova opportunità. Proprio nell’Uckermark.

Il non ben definito barone Philipp von Baugenwitz viene ritrovato morto, avvelenato, in una prigione del suo castello, con un’armatura da cavaliere ancora indosso. Un mistero che deve essere svelato. Ed ecco che la pensionata Angela Merkel indossa il berretto del celebre investigatore inglese, agguanta l’inevitabile lente d’ingrandimento e con stile più british che prussiano si mette alla ricerca del colpevole. Obiettivo: risolvere il caso. Di più non si sa, la trama è ancora completamente coperta dal segreto editoriale e l’autore, neppure sul suo profilo Facebook, si lascia tentare da ulteriori indiscrezioni.

Ma Safier pensa comunque di aver risolto il mistero più grande che intriga di questi tempi il mondo politico e giornalistico (non solo) tedesco: cosa farà Angela Merkel dal prossimo autunno, quando dopo le elezioni di settembre un nuovo governo metterà fine alla sua lunga stagione di cancelliera, lunga quanto quella del solo Helmut Kohl? A questa domanda nessuno è riuscito al momento a dare risposta. Nulla fa pensare che la futura ex cancelliera si tufferà da subito in una nuova avventura politica, seppure a livello internazionale. Difficile che possa approdare in una posizione di vertice europea: troppo carisma e troppa autorevolezza in posti dove gli altri leader nazionali (e finora anche lei stessa) preferiscono avere politici dal profilo non troppo ingombrante. Tanto più che la Germania già occupa una casella importante come la presidenza della Commissione, anche se molti avrebbero ben preferito una come Merkel a gestire gli acquisti dei vaccini piuttosto che la sua copia sbiadita, Ursula von der Leyen. Ma ormai è troppo tardi.

Difficile anche un ruolo di testimonial itinerante del mondo libero, ora che Donald Trump non c’è più e tutti i populisti nella sua scia battono in ritirata. Anche perché, per un Trump che se ne va c’è un Xi Jinping sempre in pista e non è che Merkel si sia poi distinta nella difesa dei diritti delle popolazioni vessate dal rappresentante del primo partner commerciale della Germania. Per non parlare del Nord Stream 2, strenuamente difeso contro ogni timore di dipendenza dalla Russia. Legittimamente, certo, ma per diventare icona del mondo libero qualche prezzo bisognerebbe pur essere disposti a pagarlo.

A proposito di Russia. Nelle indagini in Uckermark, la novella detektive Merkel è sempre accompagnata da una piccola congrega colorata di uomini e animali. A darle supporto nelle indagini c’è naturalmente il marito Joachim Sauer (che, per non essere troppo importuni, nel poliziesco si chiama Achim), anche lui rifugiatosi in campagna dopo aver smesso a un tempo i panni di First Gentleman e di serioso professore di chimica fisica all’Università Humboldt di Berlino. E ovviamente una guardia del corpo, Mike, eredità della sua carriera politica di successo. Ma non può mancare il segugio della compagnia, un piccolo carlino che se ne va in giro con la lingua a penzoloni, annusando ogni possibile traccia che conduca all’assassino. Se di assassinio si tratta. Bene, l’autore ha voluto giocare con una delle esperienze meno entusiasmanti vissute da Angela Merkel nei primi anni della sua cancelleria, quando il presidente russo Vladimir Putin l’accolse nel 2007 a Sochi lasciando scorazzare nella sala dell’incontro il suo enorme labrador nero, lei che dei cani è terrorizzata dopo un morso ricevuto da bambina. Una storia che lei stessa aveva in precedenza raccontato e che a Putin non poteva essere sfuggita. E così il carlino che accompagna Miss Merkel nelle indagini in Uckermark si chiama, appunto, Putin.

Dunque, messe da parte ambizioni politiche, una Miss Merkel in stile Miss Marple si dedicherà completamente alla soluzione dei misteri nell’Uckermark. David Safier non ci svela se questo sarà il primo di una lunga serie di casi criminali affidati all’ex cancelliera. Probabilmente il suo destino come investigatrice dipenderà dal successo che avrà il libro, dalla voglia dell’editore di scommettere su questo filone. E dall’abilità del carlino Putin.

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