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Come l’Ue contrasterà le scalate estere (specie cinesi)

Google Indagine

La Commissione europea ha presentato la nuova proposta di legge sullo scudo anti-scalate estere in Europa. Per acquisizioni oltre 500 milioni e appalti oltre 250 milioni o aiuti da 50 milioni ci sarà l’obbligo di notifica all’Antitrust

Giro di vite di Bruxelles su acquisizioni e investimenti esteri in Europa.

La vicepresidente Ue e commissaria alla concorrenza, Margrethe Vestager, ha presentato la “proposta di Regolamento per affrontare le distorsioni causate da sovvenzioni estere nel mercato unico”.

La legislazione in vigore consente all’Ue di controllare gli aiuti concessi dagli Stati membri, ma non quelli concessi da paesi terzi, il che crea distorsioni della concorrenza.

La nuova proposta di legge rappresenta quindi uno scudo contro le scalate delle società che ricevono aiuti di Stato extra-Ue.

Secondo la proposta di Regolamento, le aziende che ricevono oltre 50 milioni di euro di sovvenzioni estere e cercano di rilevare attività in Ue per oltre 500 milioni di euro o partecipare a contratti d’appalto da almeno 250 milioni di euro dovranno notificare l’operazione a Bruxelles e ottenere la sua approvazione.

Come ha sottolinea Bloomberg, sebbene la Cina non sia stata specificamente menzionata, la mossa segue le lamentele delle aziende europee secondo cui le imprese cinesi ottengono un sostegno con cui non possono competere.

‘Ue è il mercato più aperto del mondo. Ma apertura fa rima con correttezza. Oggi proponiamo di contrastare i sussidi che distorcono il mercato concessi da Paesi non Ue con nuovi strumenti. Il nostro obiettivo: garantire parità di condizioni in questi tempi difficili e sostenere la nostra ripresa”. Lo ha scritto su Twitter la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dopo la presentazione della proposta di legge Ue anti-scalate estere.

Tutti i dettagli sulla proposta di legge della Commissione europea.

LA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE UE

Se la proposta sarà adottata, qualsiasi azienda che intenda acquistare altre imprese con un fatturato annuo nell’Ue superiore a 500 milioni di euro dovrà notificare formalmente alla commissione eventuali contributi di valore pari o superiore a 50 milioni di euro da parte di Stati extra-Ue.

Eventuali offerte su appalti pubblici di valore superiore a 250 milioni di euro o più sarebbero inoltre soggette all’approvazione dell’Antitrust Ue.

L’OBBLIGO DI NOTIFICA

Le notifiche congelerebbero l’acquisizione o l’investimento fino a quando l’Antitrust Ue non darà il via libera o richiederà impegni come la cessione di alcuni beni.

Le operazioni che rientrano nelle soglie stabilite dall’Ue dovranno essere notificate in anticipo all’Antitrust, che aprirà un’indagine.

In attesa dell’esito dell’esame, le acquisizioni non potranno essere completate e il contratto d’appalto non potrà essere aggiudicato all’offerente.

RISCHIO MULTA FINO AL 10% DEL FATTURATO

Le società che non rispetteranno l’obbligo di notifica o le norme antitrust Ue, per esempio portando avanti l’operazione senza avere ottenuto l’approvazione di Bruxelles, rischieranno multe fino al 10% del fatturato.

Le nuove regole si applicherebbero a tutte le società straniere per colmare una “lacuna normativa” sui sussidi che distorcono le offerte pubbliche di acquisto e gli appalti pubblici, afferma la Commissione Ue.

INTRODOTTO STRUMENTO DI INDAGINE DELL’ANTITRUST

Come ha riportato l’Ansa, “nel suo disegno di legge, Bruxelles propone anche l’introduzione di uno strumento generale di indagine per valutare altre situazioni in cui vi sia il sospetto che una sovvenzione estera possa distorcere il mercato interno e falsare la concorrenza, come investimenti greenfield o concentrazioni e appalti al di sotto delle soglie di notifica. In questi casi, l’Antitrust Ue avrà il potere di avviare indagini d’ufficio e richiedere notifiche ad hoc”.

VESTAGER: “VOGLIAMO CONTRASTARE AIUTI ESTERI CHE LEDONO UE”

“Per più di sessant’anni, abbiamo avuto un sistema di controllo degli aiuti di Stato per prevenire gare di sussidi tra gli Stati membri. E oggi stiamo adottando una proposta per contrastare anche i sussidi esteri che ledono l’integrità europea. È tanto più importante garantire condizioni di parità in questi tempi difficili, per sostenere la ripresa dell’economia dell’Ue”. Lo ha detto la vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager, in conferenza stampa.

“Quando apri la tua casa agli ospiti, ti aspetti che rispettino le regole della casa. Questo deve essere anche il caso del mercato interno”, ha sottolineato Vestager, riferendo che, nel 2019, più di 7 trilioni di euro di investimenti diretti esteri sono entrati sul territorio europeo. “L’apertura del mercato unico è la nostra più grande risorsa. Ma l’apertura richiede correttezza”, ha aggiunto.

I PROSSIMI PASSI

La proposta della Commissione passerà ora attraverso la procedura legislativa ordinaria, che prevede il controllo e il voto da parte del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Ue.

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