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Come la pandemia influenzerà lo scacchiere mediorientale

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Sars Cov 2

Quali impatti geopolitici con la pandemia da Covid-19 nello scacchiere mediorientale? L’analisi di Giuseppe Gagliano

Quali scenari geopolitici potrebbero profilarsi a seguito della pandemia da Covid-19 sullo scacchiere mediorientale?

Per quanto riguarda i rapporti tra Stati Uniti e Iran entrambi potrebbero utilizzare questa pandemia come un’opportunità per incrementare le azioni di tipo conflittuale. In primo luogo le scelte dell’amministrazione Trump, volte ad esercitare una forte pressione sull’Iran, oltre a non aver dato risultati significativi sul piano strategico, hanno certamente creato profonde divisioni con l’Europa. In secondo luogo, non è escluso che all’interno dell’amministrazione americana l’attuale pandemia possa essere utilizzata a livello strategico per capitalizzare la crescente vulnerabilità dell’Iran costringendolo al tavolo dei negoziati. Per quanto riguarda invece l’Iran questo potrebbe porre in essere un’intensificazione dei suoi attacchi alle forze americane presenti in Iraq e potrebbero quindi servirsi della pandemia per indebolire la presenza americana.

Tuttavia, sotto il profilo squisitamente economico, le proiezioni economiche per quanto riguarda l’Iran sono drammatiche, con un Pil che dovrebbe ridursi del 25-30% a causa del virus. Se una tale previsione si dovesse rivelare esatta, l’impatto della Covid-19 potrebbe essere almeno il doppio dell’impatto delle sanzioni durante il periodo 2018-2020. Nel breve termine, è improbabile che ciò sia destabilizzante o si traduca in un’attività regionale più limitata, sebbene potrebbe limitare il supporto finanziario che l’Iran fornisce ai suoi alleati.

Veniamo adesso al ruolo sino-russo. Per quanto concerne il Medioriente l’incremento del sostegno russo alla crisi siriana è verosimile che prosegua in questa direzione fino a conseguire la creazione di sfere di influenza con la Turchia e i paesi arabi come indicato negli articoli precedenti.

Per quanto riguarda la Cina, grazie alla nuova via della seta e agli enormi investimenti di natura infrastrutturale, la Cina potrebbe sfruttare le debolezze politiche e soprattutto economiche americane – come già sta facendo attraverso l’uso spregiudicato del soft power – per limitare e contenere l’egemonia americana. In altri termini non c’è dubbio che sia la Russia che la Cina sfrutteranno l’attuale pandemia per indebolire l’egemonia globale degli Stati Uniti sia sul piano militare che sul piano economico.

A tale proposito se, allo stato attuale, vi è una grande incertezza riguardo al reale impatto della Covid-19 sull’economia statunitense, dati recenti suggeriscano che l’impatto potrebbe essere sostanzialmente maggiore della Grande recessione del 2008-2009. Il piano economico recentemente approvato potrebbe dare un importante contributo per mitigare la contrazione prevista nell’economia degli Stati Uniti, ma la ripresa potrebbe essere graduale o protrarsi per un certo numero di anni creando una debito molto alto. Tutto ciò potrebbe indurre il Pentagono a concentrarsi nuovamente sulle priorità della strategia di sicurezza nazionale e della strategia di difesa nazionale a spese delle attività in Medio Oriente.

Per quanto riguarda il consolidamento interno di determinati regimi-come quelli presenti in Libano e in Egitto, non c’è dubbio che la pandemia sarà uno strumento utilissimo per consolidare un sistema di potere assai lontano dalle democrazie europee e per incrementare le politiche repressive nei confronti delle minoranze e dei dissidenti.

Non dobbiamo tuttavia dimenticare che lo scacchiere mediorientale è anche caratterizzato da alcune delle peggiori crisi umanitarie nel mondo, con conflitti in corso in Libia, Yemen e Siria che creano la più grande crisi di sfollamento dalla seconda guerra mondiale.

I rifugiati e gli sfollati interni sono particolarmente vulnerabili all’infezione da COVID-19. Ora la regione deve affrontare una catastrofe sanitaria oltre alla devastazione provocata dall’uomo da un decennio di guerre regionali. In linea di massima ,nello scacchiere mediorientale, è difficile che la situazione possa migliorare mentre certamente è prevedibile che sarà destinata a peggiorare.

Per quanto riguarda i rapporti tra Israele e la Palestina, nonostante il fatto che allo stato attuale Israele non stia coordinando una risposta pandemica con i palestinesi è in atto tuttavia una collaborazione di alto livello tra funzionari israeliani e palestinesi, inclusa una sala operativa congiunta per contenere la diffusione del virus. Il presidente israeliano Rivlin ha persino chiamato il leader dell’Autorità palestinese Abbas per ringraziarlo per la cooperazione per affrontare la pandemia. Gaza, che già soffre di terribili condizioni umanitarie e sanitarie da anni di blocco sotto il controllo di Hamas, può rappresentare certamente un pericoloso focolaio per la diffusione del virus.A tale proposito l’Oms ha avvertito che il sistema sanitario di Gaza non sarebbe in grado di gestire un focolaio in un’enclave di 25 miglia con 2 milioni di persone. Tali rischi potrebbero presentare aperture per creare le condizioni per un cessate il fuoco per quanto limitate e di breve durata.

Una delle maggiori implicazioni economiche della Covid-19 in Medio Oriente sarà la gravissima crisi che coinvolgerà le piccole e medie imprese (PMI) in molti stati del Medio Oriente. Le PMI, viste da molti come una componente critica del futuro economico della regione, saranno probabilmente devastate a meno che le nazioni del Golfo non scelgano di intervenire. L’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti stanno già seguendo l’esempio della Cina nella creazione di pacchetti di stimolo per le loro PMI, ma molti dei paesi in cui le PMI sono particolarmente importanti, come Egitto, Giordania e Libano, potrebbero avere difficoltà molto maggiori a fornire questi incentivi economici per superare la crisi. L’Arabia Saudita si è già dimostrata disposta a sostenere i suoi vicini regionali durante le crisi finanziarie e potrebbe farlo di nuovo, il che potrebbe aumentare la sua influenza nella regione.

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